“Se vogliamo insegnare la verapace in questo mondo e se vogliamo portare avanti una vera guerra contro la guerra, dovremo cominciare dai bambini”, sosteneva Gandhi. Una dichiarazione di intenti che riafferma il diritto di ogni bambino a vivere, crescere e sognare in sicurezza. E’ stato consegnato a Leone XIV il documento sottoscritto al termine dell’incontro internazionale sulla tutela della dignità dell’infanzia e AI organizzato in Vaticano dalla Fondazione Child, emanazione internazionale di Telefono Azzurro. “La guerra non avrà il sopravvento. E i bambini hanno il diritto ad una pace autentica, giusta e durevole”, Leone XIV sul magazine “Piazza San Pietro”, edito dalla Basilica Vaticana. Nel testo della Fondazione Child si invitano governi, istituzioni, aziende e cittadini a costruire insieme un nuovo patto umano per l’era digitale, fondato sulla dignità e sulla protezione dei più piccoli.

Dalla parte dei bambini

Sei i pilastri d’azione della dichiarazione di intenti consegnata al Pontefice. E cioè protezione e sicurezza. Ossia “prevenire ogni forma di abuso e sfruttamento dei bambini online e attraverso l’intelligenza artificiale”. Educazione ed empowerment. Cioè “promuovere la consapevolezza digitale ed emotiva di bambini, genitori ed educatori. Tecnologia etica e trasparente. Ovvero “sostenere un’Intelligenza artificiale basata su valori umani come responsabilità, equità e compassione”. Governance e responsabilità globali. Cioè “rafforzare la cooperazione internazionale e la tutela dei diritti dei minori”. Ricerca e innovazione per il bene. Ossia “orientare la tecnologia al benessere, alla salute, all’inclusione e all’educazione dei bambini”. Solidarietà interreligiosa e intergenerazionale. Ovvero “unire le voci di diverse fedi e generazioni in un impegno morale comune”. Nell’era di Internet e dell’intelligenza artificiale, il mondo si trova di fronte a sfide senza precedenti per proteggere i diritti e la dignità dei bambini. Infatti le nuove tecnologie, pur offrendo straordinarie opportunità di crescita e conoscenza, pongono interrogativi profondi sulla responsabilità morale e sul futuro delle nuove generazioni. Una riflessione contenuta anche nella Dichiarazione di Roma, firmata da papa Francesco. Documento-chiave per la protezione dell’infanzia che oggi risuona con ancora maggiore urgenza.

Indagine Usa

Negli Stati Uniti l’indagine “Teens & AI Companions” appena realizzata da Common Sense Media mostra un quadro che merita di essere approfondito. Il 72% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni ha utilizzato AI companion almeno una volta. Il 52% in modo regolare e il 13% quotidianamente. Un terzo dichiara di usarli per interazioni sociali o emotive. Il 24% ha condiviso dati personali con il sistema mentre il 34% ha vissuto episodi di disagio. Gli studiosi della Harvard Business School hanno documentato anche forme di manipolazione emotiva. Tra il 37% e il 59% dei messaggi di “addio” generati dai companion contengono tentativi di trattenere l’utente attraverso frasi affettive o sensi di colpa. Un pattern che solleva interrogativi etici sulla progettazione di queste interfacce relazionali. L’impatto dell’intelligenza artificiale sui minori, però, non si limita all’uso diretto. L’Internet Watch Foundation (IWF) ha lanciato un allarme nel primo semestre 2025. Sono stati individuati 1.286 video pedopornografici generati da AI. di cui oltre mille appartenenti alla categoria più grave (A). Si tratta di un incremento vertiginoso rispetto ai soli due casi registrati nello stesso periodo del 2024. A conferma di quanto rapidamente le tecnologie generative possano essere sfruttate per fini criminali. Amplificando la portata della violenza digitale contro i minori.

Quadro complesso

I dati dipingono uno scenario complesso. L’Ai apre spazi di apprendimento e relazione, ma anche nuoveforme di dipendenza, isolamento e rischio. I bambini e gli adolescenti si muovono in un territorio dove la macchina può essere compagna, insegnante o minaccia. E dove l’educazione critica, tanto nelle famiglie quanto nelle scuole, diventa essenziale per trasformare l’intelligenza artificiale da possibile pericolo a strumento di crescita consapevole. Durante l’incontro in Vaticano si è rimarcata la consapevolezza che l’ambiente online, pur aprendo spazi di creatività e connessione, è anche un luogo in cui l’innocenza dei bambini viene spesso esposta a minacce. L’intelligenza artificiale amplifica questo paradosso: può educare o sfruttare, proteggere o manipolare. I bambini oggi si confrontano con sistemi che simulano la cura senza empatia e la compagnia senza coscienza. Rischiando di modellare la loro sensibilità e immaginazione secondo logiche di coinvolgimento e profitto più che di crescita e umanità. I dati mostrano che accanto alle opportunità emergono anche vulnerabilità profonde.

Allarme Ai

Secondo lo studio “Me, Myself & Ai” di Internet Matters, nel Regno Unito il 42% dei ragazzi tra 9 e 17 anni utilizza chatbot per lo studio e l’apprendimento. Mentre il 23% si affida a queste tecnologie per chiedere consigli. Una parte significativa dei giovani dichiara di usarli anche per compagnia. Per molti, “parlare con un chatbot è come parlare con un amico“. Tuttavia, scuole e famiglie spesso non dispongono ancora degli strumenti per guidare e monitorare questo uso. Con il rischio che la fiducia riposta nei sistemi generativi superi la consapevolezza dei loro limiti e delle loro distorsioni. A confermare la portata del fenomeno è anche la ricerca “Bambini e adolescenti nel Regno Unito e chatbot Ai” condotta da Hendrycks. Il 64% dei minori ha già interagito con un chatbot. E più di un terzo ritiene queste conversazioni equivalenti a un dialogo con un amico. Tra i più vulnerabili, la percentuale sale al 50%. Ancora più preoccupante è il 12% che afferma di rivolgersi all’Ai perché “non ha nessun altro con cui parlare”. Nonostante errori e imprecisioni, il 58% considera i chatbot più utili delle ricerche online. Ma solo il 18% ne ha discusso in modo approfondito a scuola e appena un terzo con i genitori. Segno di un’educazione digitale ancora troppo carente.

Appello ai leader

Dunque proseguendo il cammino tracciato dalla Child Dignity Alliance e dalla Dichiarazione di Roma, firmata da Francesco, la Fondazione Child ha promosso al Palazzo della Cancelleria, l’High-Level Meeting on Child Dignity in the Artificial Intelligence Era. Un incontro internazionale dedicato al ruolo dell’etica e della responsabilità nella società digitale. I partecipanti sono stati ricevuti da Leone XIV. Il documento invita governi, istituzioni, aziende e cittadini a costruire insieme un nuovo patto umano per l’era digitale, fondato sulla dignità e sulla protezione dei più piccoli e verrà consegnato domani a Papa Leone XIV. “L’era dell’intelligenza artificiale – sottolinea Ernesto Caffo, presidente di Fondazione Child – non deve essere un’era di indifferenza morale. Ogni algoritmo deve servire la vita. Ogni innovazione deve promuovere il bene comune. Invitiamo leader, istituzioni e cittadini di tutto il mondo a unirsi a questo impegno di responsabilità e speranza, affinché la tecnologia diventi strumento di tutela per ciò che abbiamo di più prezioso. E cioè la dignità, l’immaginazione e il futuro dei bambini”.

Giacomo Galeazzi

Pubblicato su www.interris.it

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