In questi ultimi giorni hanno preso il via due iniziative, che vedono tra le forze politiche e le associazioni civiche locali che le promuovono anche INSIEME.
In Campania il partito ha concorso alla formazione di una coalizione autonoma ed indipendente che propone un proprio candidato alla elezione del nuovo Presidente della Regione, oltre che candidati alla carica di consigliere regionale.
A Lecco, INSIEME esprime fin d’ora – anche qui nel quadro di una coalizione autonoma ed indipendente da ambedue i poli della destra e della sinistra – un proprio esponente alla carica di Sindaco della città, in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.
In entrambi i casi non si è trattato di un exploit momentaneo, ma dell’approdo di un lungo processo di preparazione politica e programmatica, guidato da due amici,entrambi membri del Consiglio Nazionale di INSIEME : Alfonso Barbarisi a Napoli ed a Lecco, Mauro Fumagalli candidato-sindaco della prima città capoluogo di Provincia che vede in corsa un nostro amico.
Due consultazioni diverse per tanti aspetti, accomunate dalla concreta attestazione di quell’ “autonomia” che rappresenta uno dei motivi fondativi di INSIEME e, nel contempo, la condizione necessaria per una progettualità politica che non si areni nel contrasto pregiudiziale tra due posizioni che reciprocamente si delegittimano.
A nostro avviso, ciò che maggiormente rende interessanti queste due esperienze – al di là della dimensione minuscola del nostro partito e delle altre formazioni che vi concorrono – è il loro significato emblematico, che allude, infine, alla stessa politica nazionale. Insomma, si può fare. Si possono trovare forze che non sono rassegnate a ricercare nicchie di potere all’ ombra dell’ uno o dell’ altro dei due poli, né ad interporsi tra di essi, ma piuttosto orientate a suggerire un’ alternativa di sistema al vigente bipolarismo maggioritario.
Si tratta di esperienze locali, forse, in altri tempi, trascurabili, ma che, al contrario, assumono tutt’altro profilo in una stagione che consente ed, anzi, esige la presenza di minoranze creative, capaci di guardare alla realtà delle cose, così spesso tristemente opache, con uno sguardo che le ravvivi e le ricomprenda in una nuova Sintesi. Minuscole provocazioni, piccoli semi gettati in un terreno arido, che pure – paradossalmente, proprio per questo –
potrebbe essere il più adatto perché vi germogli una modalità di approccio ai problemi del Paese, meno ossessionata dalla rincorsa al potere, incline, piuttosto, ad un compito di verità, capace di ricondurre la politica ad un contatto autentico con la realtà delle cose. Non sarebbe la prima volta che un fatto politico locale, apparentemente circoscritto, ispiri, del tutto inaspettatamente, una linea di pensiero e di azione politica, fin lì inedita.
“Autonomia”, peraltro, non significa né autoreferenzialità né indifferenza rispetto al quadro generale delle forze in campo. Risponde, piuttosto, all’ urgenza di segnalare la necessità che l’Italia sia accompagnata fuori dalla camicia di forza di un bipolarismo rissoso, che suscita distacco crescente e sorda disaffezione degli italiani nei confronti delle istituzioni democratiche. Il che allude, in primo luogo, non solo ad un dato di schieramento, ma, anzitutto, ad una originalità di riflessione e di proposta politico-programmatica, che, per quanto ci riguarda, è incardinata in due riferimenti consonanti: Costituzione e Dottrina Sociale della Chiesa.
Non c’è, d’altronde, dato politico di schieramento autonomo che tenga, se non sorretto da una lettura puntuale del contesto in cui si opera e, conseguentemente, dagli indirizzi ritenuti prioritari e prevalenti, nella prospettiva di una cultura fondata sul pieno rispetto e sulla promozione attiva della dignità della persona.
Domenico Galbiati