In Lombardia, in vista delle elezioni regionali, previste per il prossimo mese di febbraio, INSIEME, con convinzione, sostiene la candidatura alla Presidenza della Regione di Letizia Moratti, che, domani, domenica 11, prenderà parte al convegno, promosso dagli amici lombardi ed introdotto da Stefano Zamagni, con la partecipazione di Natale Forlani che ha offerto un importante contributo sui temi del lavoro.

Sono, tra gli altri, in modo particolare, due gli aspetti che hanno determinato l’assunzione di tale indirizzo.
La candidatura Moratti ha, anzitutto, quel rilevante effetto “sistemico”, che, per parte nostra, abbiamo più volte invocato anche a livello nazionale ed è coerente con la nostra scelta di autonomia dagli schieramenti avversi della destra e della sinistra.

Letizia Moratti mette in campo un’operazione politica che rompe la tenaglia bipolare che a Milano, non meno che a Roma, ha polarizzato il confronto politico nei termini di una contrapposizione pregiudiziale che ha, di fatto, avvelenato la libera dialettica democratica, esasperato i toni del dibattito ed impoverito il discorso pubblico, inducendo troppi italiani, ivi compresi i lombardi, a disattendere il loro più elementare dovere civico, disertando le urne.

Abbiamo, altresì, apprezzato la capacità di Letizia Moratti di sottrarsi ad una prassi politica superata ed avvilente, condotta sulla falsariga dall’invettiva e della reciproca delegittimazione, proponendo modalità di rapporto finalmente pacate, ragionevoli e colloquiali, che vanno oltre la forma e diventano sostanza di una politica nuova.
Nuova anche per quanto concerne un programma non sgranato per parti singole e separate, ma ordinate al progetto di una “Lombardia migliore”.

Del resto, non si governa la Regione più importante del Paese, di dimensioni tali da eguagliare o superare alcuni Stati dell’ Unione, senza convocare le forze attive di un contesto talmente plurale e ricco attorno ad una “visione” che sia consapevole delle peculiarità locali e, nel contempo, della responsabilità nazionale ed europea che alla Lombardia compete. Ovviamente, abbiamo colto con favore ed attenzione la franchezza con cui la dottoressa Moratti ha espressamente dichiarato di volersi richiamare alla Dottrina Sociale della Chiesa.

In quest’ ottica, la cifra del concorso che INSIEME intende recare a tale disegno è contemplata nel tema che abbiamo posto in capo al nostro convegno: per una nuova socialità. Abbiamo, infatti, preso le mosse da un presupposto messo chiaramente a tema negli “incontri del martedì”. cui gli amici del Coordinamento Regionale ( Mattia Molteni, Katia Syll, Sergio Zucchetti) hanno affidato il compito di elaborare il nostro orientamento programmatico.

Le povertà, non solo quella economica, le diseguaglianze profonde e le ferite sociali, le marginalità sociali e culturali che anche in Lombardia lamentiamo sono ancora più evidenti, umilianti ed inaccettabili in una Regione che vanta importanti livelli di sviluppo produttivo, socio-economico, scientifico e tecnologico. “Ripartire dagli ultimi” oggi non è più uno slogan retorico, spesso recitato ad arte in un’ottica “buonista” più o meno accattivante, ma sicuramente inefficace, ma piuttosto una necessità strategica.

Infatti, una società che si allunga tra posizioni estreme perde elasticità, smarrisce coesione sociale, si sfilaccia e si scompone finché si creano condizioni e limiti intrinseci che compromettono complessivamente la sua possibilità di crescere ancora. Perfino chi non riconoscesse quell’ obbligo morale di giustizia e di ricomposizione dell’equilibrio sociale che precede la discrezionalità della politica, non può sottrarsi ad un imperativo di solidarietà.

Per parte nostra, continueremo nell’ impegno che abbiamo intrapreso, in vista della consultazione regionale, con la coerenza e la cocciuta determinazione con cui, in questi anni difficili, abbiamo sviluppato il nostro progetto politico a dispetto delle mille difficoltà ambientali che non ci hanno scoraggiato.

Domenico Galbiati