Per le prossime elezioni parlamentari, il dibattito politico è già in gran fermento, grandi proclami, geometrie variabili, sguardo rivolto ora al passato, ora al futuro. In un convegno del 2024 dal titolo “L’Appello di Sturzo tra progressisti e conservatori”, mi aveva colpito l’intervento dell’attuale Sindaco di Udine Alberto Felice de Toni: aveva utilizzato, a più riprese, la parola “felicità”, a partire dallo slogan della sua lista civica “Quadrifoglio”, e cioè “Udine Città Felice”.

Ricordando che Udine è arrivata prima nella classifica delle città più vivibili del “Sole 24ore”, De Toni, che si chiama anche Felice (!), aveva parlato poi del “diritto alla felicità” che compare nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti del 1776 come diritto alla ricerca della felicità. In realtà la “felice” intuizione ha un’origine europea e mediterranea, precisamente napoletana: fu Ludovico Antonio Muratori a parlarne per primo nel 1749 nel trattato Della pubblica felicità, anticipando di decenni gli americani. E fu grazie a figure come Filippo Mazzei che questa idea attraversò l’oceano fino a influenzare Benjamin Franklin.

De Toni ci ricordava poi che l’ONU ha istituito nel 2022 la Giornata Mondiale della Felicità, il 20 Marzo, ed anche il Report Mondiale sulla Felicità, e citava poi il libro, sempre del 2022, di Papa Francesco: ”Ti voglio felice”.

Venendo all’oggi, la lettura del suo ultimo libro”: UNA VITA SURFANDO SULL’ORLO DEL CAOS”, è appassionante e coinvolgente. De Toni ci ammalia con una visione al contempo rivoluzionaria e realistica. Tante sono le sue proposte, ricche di fantasia, di pensiero avanzato e di passione umanistica, tutte declinate alla luce delle teorie del “governo della complessità”. Dal testo voglio estrapolare solo una considerazione che mi sembra la sintesi appropriata della sua visione politica: non si deve ricercare un candidato premier o un leader, ma piuttosto un “Costruttore di contesti”, e a mio avviso Alberto Felice De Toni è il più convincente “Costruttore di contesti” che abbiamo oggi in Italia.

De Toni quindi un “visionario pratico” dotato di una grande energia, prerogativa di grande importanza che gli era valsa l’appellativo di “Magnifico Reattore” quando dirigeva l’Università di Udine. In due parole, una risorsa di inestimabile valore per l’Italia.

Massimo Brundisini

 

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