Quando si mette di mezzo la politica finisce tutto in confusione. Diciamo così per non essere volgari. La conferma ultima sta venendo dalla vicenda dei bambini strappati ai genitori in Abruzzo perché l’intera famiglia vuole vivere in piena sintonia con la natura. In un casolare senza servizi igienici e senza utenze. Una scelta di vita che ha i suoi pro ed i suoi contro.

Come quasi tutti, non abbiamo gli elementi per valutare giustezza e congruità di una decisione tanto drastica destinata sicuramente ad avere serie conseguenze sui due minori finiti in una casa di accoglienza. Gli sviluppi ci diranno se la ragionevolezza prevarrà è sarà possibile trovare una soluzione che, per prima cosa, serva a tutelare i bambini sia sotto il profilo psicologico, sia sotto quello pratico.

Certo è che i genitori questa ragionevolezza l’hanno subito dimostrata cessano di rilasciare interviste e dicendosi disponibili a dotare la loro abitazione di tutti i confort necessari.

Ciò premesso, non si può fare a meno di notare come una certa politica si sia buttata sulla questione pur non conoscendone tutti i dettagli. E, in vista del Referendum sulla cosiddetta riforma della Giustizia, tutto va bene per screditare i magistrati. Ma noi ben sappiamo di certi, stessi, personaggi che si scagliano contro il sistema di vita dei rom spesso confinati in bidonville che sono grosso modo nelle stesse condizioni di quella dell’abitazione abruzzese da cui sono stati allontanati i bambini … 

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