Quasi 26 milioni di americani di età pari o superiore a 50 anni vivono da soli, rispetto ai 15 milioni del 2000. Se nel 1960 solo il 13% delle famiglie americane era costituito da una singola persona, adesso la percentuale sta più che raddoppiare fino a per toccare il 30%. Se si considera solo l’età superiore ai 50 anni si tocca il 36%.

Numerosi i fattori che spiegano quello che appare come un elemento di grande trasformazione della vita negli Stati Uniti. Intanto è aumentato il numero dei divorziati, dei separati e di chi decide di non contrarre affatto matrimonio, Inoltre, tra le donne è cresciuto a dismisura il numero di quelle che preferiscono dedicarsi alla loro carriera professionale così come quello di chi tra di loro ha acquisito una certa indipendenza finanziaria ed è proprietaria della propria abitazione. Non è un caso che il 60% di chi vive da solo è composto da donne.

Le donne in questa categoria hanno avuto opportunità di avanzamento professionale, proprietà della casa e indipendenza finanziaria che erano quasi fuori portata per le precedenti generazioni di donne anziane. Più del 60% degli anziani che vivono da soli sono donne.

Comunque quella della vita solitaria rappresenta una sfida soprattutto nell’altissimo numero dei casi in cui non ci sono figli che in prospettiva potrebbero prendersi cura del genitore anziano rimasto solo. E questo sembra riguardare un americano, o un’americana su sei che hanno l’età dai 50 in su. Cresce insomma il problema politico della gestione dell’assistenza agli anziani nei prossimi decenni.