Negli Usa, circa il 91% delle famiglie a basso reddito (meno di 35.000 dollari) utilizza gli aiuti mensili previsti dal programma “Child Tax Credit” per le spese domestiche più elementari – cibo, vestiti, alloggio e servizi pubblici – o per l’istruzione. Le famiglie stanno facendo questi investimenti a livello nazionale: in ogni stato e nel distretto di Columbia, la grande maggioranza delle famiglie a basso reddito sta impiegando in questo modo i fondi pubblici, secondo l’analisi dei dati presentata dal Census Bureau ( CLICCA QUI ).

Molte di queste famiglie stanno ricevendo per la prima volta l’intero Child Tax Credit ( CLICCA QUI )grazie all’espansione del credito previsto dall’American Rescue Plan ( CLICCA QUI ). Il Piano di salvataggio ha aumentato temporaneamente l’importo del credito previsto per un versamento mensilmente anziché di una volta all’anno e ha interrotto una politica che impediva a 27 milioni di bambini di ricevere l’intero credito perché i loro genitori guadagnavano troppo poco o non avevano guadagni considerati adeguati nel corso dell’intero anno. Cresce la richiesta che il Congresso Usa dovrebbe considerare una priorità assoluta il garantire che l’intero credito rimanga permanentemente disponibile per i bambini delle famiglie con i redditi più bassi, una misura che in termini percentuali interviene nell’87% dell’impatto anti-povertà.

L’analisi dei dati emersi dal Census’s Household Pulse Survey, e raccolti da fine luglio a fine settembre, dice che la stragrande maggioranza delle famiglie a basso reddito e con bambini ha speso parte o tutte le somme ricevute mensilmente in cibo, vestiti, affitto, mutuo o bollette.

I pagamenti del Child Tax Credit hanno anche aiutato  a investire nell’istruzione dei figli. Circa il 40% delle famiglie a basso reddito ha utilizzato i pagamenti del credito d’imposta sui figli per coprire i costi dell’istruzione richiesti dall’acquisto di libri e materiale scolastico, tasse scolastiche, programmi di doposcuola e trasporto da e per la scuola. In alcuni casi, queste spese riguardano anche l’istruzione degli adulti. Circa il 5% degli adulti nelle famiglie a basso reddito con bambini è iscritto a scuola.

Questi risultati sono coerenti con quelli provenienti dal Canada, dove i genitori, in particolare quelli a basso reddito, utilizzano i loro assegni familiari per le spese essenziali e per l’istruzione. Una quota considerevole degli Stati Uniti anche le famiglie con reddito superiore a 35.000 dollari hanno speso il credito per i beni di prima necessità, ma una quota inferiore lo ha fatto rispetto alle famiglie a basso reddito che hanno maggiori difficoltà a procurarsi i beni di prima necessità.

L’enorme disegno di legge sulla politica sociale promosso dal presidente Biden limiterebbe le spese per l’assistenza all’infanzia delle famiglie al 7% del loro reddito, offrirebbe grandi sussidi ai centri di assistenza all’infanzia e richiederebbe l’aumento dei salari nella speranza di migliorare la qualità degli insegnanti. Una prima versione elaborata alla Camera dei rappresentanti portava gli investimenti a 250 miliardi di dollari in un decennio e avrebbe fatto aumentare la spesa annuale di almeno cinque volte. Altri 200 miliardi di dollari potrebbero essere investiti per assicurare la fruizione degli asilo nido su scala universale.

Però le prospettive del complessivo intervento pensato dal Presidente Joe Biden, che prevede nuovi sussidi per l’istruzione, l’assistenza sanitaria e l’educazione dei figli, rimangono incerte perché anche alcuni parlamentari democratici si sono opposti alla ipotesi di stanziare  3,5 trilioni di dollari in dieci anni prevedendo una cifra più vicina a $ 2 trilioni, mentre i repubblicani si oppongono fermamente all’espansione della rete di sicurezza, affermando che è insostenibile.

Secondo i calcoli del Dipartimento del Tesoro il costo medio di un bambino è di circa 10.000 dollari l’anno e incide per circa il 13% sul reddito familiare, quasi il doppio della cifra che il Governo Usa considera abbordabile.