L’anno scorso la montagna più alta dell’Europa occidentale si è rimpicciolita di oltre un metro. La cima del Monte Bianco, in Francia, si trova ora a 4.807,47 metri sopra il livello del mare: lo ha dichiarato mercoledì una squadra di geometri, posizionando il “tetto d’Europa” a 1,29 metri più in basso rispetto al 2025.
La montagna è alta circa 4.792 metri di roccia, ma la vetta cambia continuamente poiché il calore, il vento e le precipitazioni modificano lo spessore della neve e del ghiaccio sulla sommità. L’altezza registrata dagli scienziati durante una spedizione il mese scorso è stata superiore di 1,88 metri rispetto a quella del 2023, quando aveva raggiunto i livelli più bassi della storia recente.
I geometri accreditati dell’Union Nationale des Géomètres-Experts (UNGE) e dell’Ordre des Géomètres-Experts, che monitorano regolarmente la vetta dal 2001, hanno utilizzato una tecnologia satellitare di precisione per misurare la montagna e droni per creare un modello dettagliato della cappa di neve e ghiaccio.
Dai dati – sottolinea The Guardian – emerge che la vetta si è ridotta di 3,43 metri rispetto al picco di 4.810,90 metri registrato nel 2007.
Gli esperti hanno tuttavia messo in guardia dal collegare direttamente le oscillazioni di altezza da un anno all’altro con la rapida perdita di ghiaccio alpino causata dall’inquinamento da combustibili fossili.
«Per quanto riguarda la massa di ghiaccio, è fondamentale distinguere tra le variazioni dell’altitudine di superficie e le variazioni del volume totale o della massa di ghiaccio», ha dichiarato un portavoce dell’UNGE. «Un aumento dell’altitudine della vetta non significa necessariamente che la montagna abbia guadagnato massa glaciale, né contraddice il documentato ritiro dei ghiacciai alpini».
La crisi climatica è stata uno dei fattori che hanno determinato l’estate più calda mai registrata nell’Europa occidentale quest’anno, segnando le regioni alpine e sciogliendo il ghiaccio a velocità vertiginosa. All’inizio di questo mese, i glaciologi svizzeri hanno messo in guardia da un’«esplosione dei tassi di fusione» dopo aver confermato che un quinto del ghiaccio del paese è andato perso negli ultimi cinque anni, con una perdita del 5,5% del volume registrata tra il 2025 e il 2026.
Jean des Garets, presidente della camera dipartimentale dei geometri dell’Alta Savoia e capospedizione sul Monte Bianco, ha affermato che la tendenza al riscaldamento è visibile a occhio nudo nel resto del massiccio alpino, ma che «per il momento, il cambiamento climatico non sembra avere lo stesso impatto sopra i 4.000 metri»