Saltella o tenta di farlo, ingenua e poco consapevole del destino che verrà, l’anatra zoppa, sinistrorsa, alla ricerca di un ricco invaso d’acqua (il programma elettorale condiviso); è ignara di cosa l’attende: un’orsa nera … della Giorgia è già appostata, scaltramente, per aggredirla – forse solo una “vecchia volpe” (Renzi) potrebbe salvarla da un’aggressione feroce per cui ne sarebbe vittima in un sol boccone.

Tra un saltello a casaccio, dicasi battute spot contro i provvedimenti della maggioranza governativa, ed un tentativo a vuoto di prendere il volo … assistiamo, impotenti, ad uno spettacolo indecoroso (v. assenza quasi totale nell’aula di Montecitorio, di martedì!), inutile e tutt’altro che edificante, la classica commedia dell’arte in cui entrambi i protagonisti si sentono in pectore una sorta di Marchese del grillo, o peggio un super ambizioso Don Chisciotte che a stento intravede un orizzonte indefinito, nebbioso, senza poterne distinguere colori, forme e contorni.

Allegoricamente, Ezio Mauro ha affermato di recente in modo efficace: Meloni è già scesa in campo, mentre Schlein e Conte stanno ancora negli spogliatoi. L’ottima descrizione calcistica ha, però, un aggravante dovuta al fatto che Totò e Peppina” non hanno neanche scelto la divisa da indossare, chi sarà il capitano e la tattica da adottare.

“E le stelle stanno a guardare! .. anzi è il popolo italiano che osserva, disincantato, illuso, deriso, ignorato, ingannato, incredulo, sfiduciato, sbandato, demoralizzato, ma in fin dei conti (minimamente) fiducioso nei valori della democrazia come ha dimostrato, l’anno scorso, nella consultazione referendaria sulla riforma del C. S. M. e dell’ordinamento giudiziario.

Allora, proviamo a tracciare un “cahier des doleans”, elenco di risposte/aspettative attese da lunghi anni sia da destra che da sinistra (certo che alla fine di un Governo di legislatura si contava di toccarne con mano almeno una!):

a) lo sviluppo economico, industriale, e modernizzazione del sistema Paese, agli ultimi posti in ambito U.E.;

b) politica energetica e sostenibile, sì da non dover dipendere quasi integralmente da nazioni estere;

c) una riforma tributaria e fiscale in grado di diminuire la pressione fiscale sui redditi fissi e fare ordine della “giungla normativa”, o quanto meno, abolire l’IVA, imposta aggiuntiva sulle accise, cioè una “tassa sulle tasse”!

d) politiche del lavoro, rispettose della dignità (v. “lavoro nero” in agricoltura) e della sicurezza (v. vittime di numero enorme), oltre al problema dell’emigrazione dei “cervelli” giovani;

e) la riforma della giustizia ordinaria con particolare riguardo alla durata dei processi e all’introduzione effettiva della telematica;

f) piano casa per le giovani coppie, annunciato dalla premier un paio d’anni fa e rimasto, miseramente, lettera morta negli scaffali ministeriali per ovvi motivi di carattere finanziario;

g) piano di interventi idrogeologici a tutela della resilienza territoriale dai fenomeni, più o meno catastrofali a causa del cambiamento climatico, ormai accertato scientificamente e irreversibile.

Nella speranza che la nostra classe dirigente voglia risvegliarsi e “darsi una mossa”, mettendo i piedi per terra e aprendo bene gli occhi davanti alla cruda realtà, si decida ad occuparsi realmente dei problemi della “gente comune”, non possiamo far altro che attendere e soprattutto pregare Iddio per la salute di Papa Leone e di Mattarella, le uniche personalità che ci parlano ragionevolmente, senza contraddirsi, ed anche saggiamente, a livello nazionale e mondiale.

Michele Marino

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