La sola evocazione dell’energia nucleare da parte del Ministro alla Transizione ecologica Cingolani ha creato una interessante spaccatura del mondo politico. In un recente convegno di giovani di Italia Viva ha detto: “Se ad un certo punto si dovesse verificare che i chili di rifiuti radioattivi prodotti da reattori nucleari di nuova generazione sono pochissimi, la sicurezza elevata ed il costo basso, è da folli non considerare questa tecnologia”. Ha poi  aggiunto: “Il mondo è pieno di ecologisti radical chic, oltranzisti ideologici … Loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati se non facciamo qualcosa di veramente sensato … Nell’interesse dei nostri figli è vietato ideologizzare qualsiasi tipo di tecnologia. Stiamo ai numeri”.

La reazione dei partiti ha pressoché coinciso con lo schema classico del bipolarismo destra sinistra. PD critico. 5 Stelle in imbarazzo trattandosi proprio del Ministero che avevano preteso: “Noi abbiamo sposato un ecologismo integrale”. Dall’altra parte Salvini: “Che problema c’è se scendono i costi della bolletta!”. Interviene Conte che chiede un colloquio urgente con Cingolani, di cui poi fornisce la versione autentica: “Ho avuto garanzie dal Ministro sul fatto che l’Italia non abbraccerà l’energia atomica”. Ma aggiunge una piccola gaffe: “Ha parlato da studioso, e non come Ministro”.  Matteo Renzi fornisce una lettura diversa: “Le parole di Cingolani, per chi le ha ascoltate e anche capite, sono sacrosante”.

Interviene anche il Presidente della CEI cardinale Bassetti, prudente: “Non sempre sviluppo è sinonimo di progresso”. La frattura attraversa quindi il mondo ambientalista. WWF: “La portata della crisi ecologica in atto non può trasformarsi in un confronto ideologico, ma deve nel concreto affrontare il problema”. Legambiente: “Abbiamo già le tecnologie che permettono di affrontare la crisi climatica, e sono le rinnovabili”.

Infine, Cingolani chiude la polemica: “E’ solo in fase di sperimentazione una nuova tecnologia e bisogna ancora capire se è matura. Cosa apro se non c’è ancora una tecnologia?”.

Il problema della transizione ecologica è effettivamente molto complesso. Che parere avrebbe dato il nostro partito? Cosa avremmo risposto ad un giornalista? Con quale criterio avremmo fatto una scelta? Ideologico: destra sinistra. Pratico, come Salvini: scende la bolletta. Prudente, come Bassetti. O come Cingolani: stiamo ai numeri. Probabilmente con una sapiente combinazione di criteri. Certo è che – come ha detto ieri Guterres all’assemblea dell’ONU – “siamo sull’orlo dell’abisso per la crisi climatica”, ed ogni decisione sbagliata potrebbe farci cadere.

Maurizio Cotti Piccinelli