Da trent’anni si assiste ad una reiterata ricerca di un partito che possa essere punto di riferimento per i cattolici democratici di questo Paese, e dei laici democratici, per potere sostenere le condizioni che hanno necessità di interventi straordinari, date le difficoltà economiche, sociali e morali del nostro Paese. Constatiamo, nostro malgrado, che i vari tentativi per potere ricostruire un’area che racchiude questi valori, che possa sopperire le esigenze attuali dei cittadini, risulta inefficace e priva di riscontro concreto.

Le difficoltà di ricostruire un’aggregazione di area democristiana – lo abbiamo visto nel corso di questi anni, oggi ci prova la Federazione Democristiana – portata avanti da alcuni amici, che si pone come aggregazione di centro di alcuni piccoli soggetti ed associazioni, ma si ha una  visione poco reale delle prospettive politiche ponendo un serio problema su come procedere per attuare questa nuova aggregazione.

Nel frattempo è uscito il Manifesto di “ Politica Insieme”, per la costruzione di un soggetto politico “NUOVO”, dove i propositi sono condivisibili, perché con tutta evidenza manifesta le idee e le ragioni di questo nuovo soggetto politico.

Invito, pertanto, tutti gli amici ad una seria e profonda riflessione per potere attuare concretamente un nuovo soggetto politico che possa essere punto di riferimento sia per i cattolici che per i laici, come guida di una politica seria e produttiva sul piano etico, sociale, per potere affrontare le difficoltà che sono presenti nella nostra società ed in particolare nel nostro Paese.

E’ opinabile creare una federazione democristiana dove sin dalla sua nascita si pone di attuare un accordo con Forza Italia e con il centro destra.  A mio parere non è questa la strada da percorrere.

Il nuovo soggetto politico deve essere autonomo e indipendente, anche perché il sistema elettorale maggioritario si è rivelato essere un grave errore della politica italiana; prima, si pensava che il maggioritario avesse creato solo due partiti, ma la valutazione era ed è errata per la semplice ragione che la storia di questo paese non è aggregata su due posizioni, ma risulta essere frazionata in tante posizioni con motivazioni diverse, tanto è vero che oggi vi sono più partiti di ieri.

La questione, quindi, rimane ancora irrisolta con grandi dubbi e confusione che sta generando difficoltà nell’elettorato di estrazione cattolico e laico di centro.

Come dovrà essere questo nuovo soggetto politico è una domanda che tutti noi ci dobbiamo porre per dare una risposta concreta e reale ai bisogni dei cittadini, ma alcuni amici non si rendono conto, per tante ragioni, spinti dall’egoismo e dall’opportunismo, che il nuovo soggetto deve essere profondamente libero di agire.

Il nuovo soggetto politico, che ancora oggi non c’è, dovrà essere popolare, basato sulla dottrina del Popolarismo Sturziano deve essere aconfessionale, interclassista e bandire ogni forma di integralismo, difendere tutte le classi sociali e basato sulla laicità dello Stato, non sullo Stato laico che sono in antitesi tra di loro come visione dello Stato. Dovrà, inoltre, abbracciare la Dottrina sociale della Chiesa per essere conforme al pensiero della Enciclica di Leone XIII, Rerum Novarum, del 1891.

La condivisione  di appartenenza all’Unione Europea è una tappa obbligata, essendo il nostro Paese tra i fondatori dell’Unione Europea e in termini di Politica Estera condividere le posizioni NATO: il Patto Atlantico fondato il 4 aprile 1949 dove l’Italia ne fa parte.

Sono del parere che il nuovo soggetto politico dovrà essere consacrato alle norme ispiratrici della Costituzione della Repubblica – ispirato alla solidarietà e ai diritti dei cittadini – la cui prima parte prese spunto dal pensiero di Hans Kelsen,  noto giurista e filosofo austriaco.

La corruzione che dilaga sul nostro Paese dovrà essere soggetta ad un’attenta valutazione in modo da potere attuare una seria prevenzione. Inoltre, sarà votato ad una seria difesa della Dignità della persona.

La “Questione Morale” è un punto centrale del nuovo soggetto politico per meglio valorizzare le risorse sane di questo paese. La vita pubblica oggi “moralmente” inquinata si dovrà porre la questione di normalizzare  con un serio programma politico che non accentri nelle mani di pochi i maggiori flussi di denaro, ma che sia messo in piedi un perfetto sistema decentrato di responsabilità e di soluzioni alle varie problematiche che investono il Paese.

Il nuovo soggetto politico si occuperà  con impegno al decentramento e non all’accentramento del potere, ma soprattutto potrà occuparsi di ridefinizione di alcuni leggi che hanno deturpato il panorama dello Stato con una modifica di esso e dello Stato di Diritto.

Tutto questo deve essere posto ad una profonda riflessione che possa porre le basi per un nuovo Soggetto politico. A tal proposito, esorto gli amici Democristiani a non utilizzare il nome della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare Italiano, perché essi ormai appartengono alla storia e tali devono essere. Il nuovo soggetto politico impone un’aggregazione di uomini che abbiano il senso dello Stato, la cultura profonda, la sensibilità politica ed umana che sono doti necessari per potere creare un movimento di ampio e duraturo respiro, ma soprattutto libero da ogni condizionamento sul nascere.

Nel Paese c’è una profonda crisi economica che si riflette anche sul funzionamento della Pubblica Amministrazione, la quale risponde sempre meno alle esigenze dei cittadini. Sarà, necessario, pertanto, rivedere il funzionamento della Pubblica Amministrazione per attuare una politica con principi solidaristici.

Il riformismo a cui hanno fatto riferimento alcuni soggetti politici non serve per creare uno Stato diverso da quello che abbiamo conosciuto, basato su principi liberali, ma deve servire per migliorare le condizioni dell’uomo nelle sue più elementari funzioni. Alcune leggi sono state abrogate, altre sono state create con l’intendo di eliminare lo Stato liberale, sostituendolo con la visione di uno Stato diverso e solamente laico. Tutto ciò è profondamente opinabile, a mio avviso erroneo,  perché non tiene abbastanza conto della visione Cristiana di questo Paese.

Le riforme costituzionali che vengono proposte da alcune forze politiche mirano a scardinare, l’attuale impostazione della costituzione,mentre è necessario rivalorizzare e rivedere le autonomie locali, in particolare  le funzioni del Comune, Area Metropolitana, Province e Regione, che sono indispensabili per il buon funzionamento della macchina dello Stato e dei servizi ai cittadini.

Il bravo politico che conosce la storia  nella proposizione  del nuovo e nel lungo periodo, deve distaccarsi dai fatti accaduti nel passato, senza alcuna riproposizione, ma guardare avanti con pensiero illuminato e creativo, altrimenti si rischia di riproporre gli errori del passato.

Domenico Cutrona