La questione delle Messe ha visto crescere le attenzioni e la partecipazione al dibattito da parte del mondo cattolico. Qui sentiamo  Lorenzo Dellai che offre delle riflessioni diverse rispetto a quelle di Alfonso Barbarisi ( CLICCA QUI )
Trovo paradossale che una parte del mondo cattolico ed alcuni esponenti politici facciano polemiche sul fatto che ai fedeli non sia ancora consentito di partecipare fisicamente alle celebrazioni liturgiche. Pensiamoci un attimo.
Mai come in questa occasione è apparso chiaro che Papa Francesco è l’unico vero leader morale del Pianeta.
I momenti di preghiera che egli ha interpretato in queste settimane – in primis in occasione del venerdì Santo – sono stati seguiti da milioni di persone in Italia e nel mondo ed hanno rilanciato in forme inedite un “senso del rito liturgico” che pareva ormai sopito nella banalizzazione. In tutte le nostre Comunità, le organizzazioni del mondo cattolico e le aggregazioni parrocchiali sono in prima linea nel servizio a chi soffre.
Sacerdoti, Religiose e Religiosi sono ogni giorno nelle situazioni più difficili (dagli ospedali, alle Case di Risposo, alle singole abitazioni delle persone sole o ammalate) per portare conforto, umano e spirituale. Le associazioni cattoliche sono, in tante realtà, le uniche che si occupano di chi sta vivendo  il dramma dell’emergenza sanitaria senza una casa e senza una cittadinanza.
Se poi guardiamo alle riflessioni più profonde e lungimiranti su ciò che questa pandemia comporta (per l’oggi e sopratutto per il domani) in termini di “visione” della società, dell’economia e della democrazia, non possiamo non notare che molte arrivano da chi fa riferimento ad una cultura radicata in quell’umanesimo di ispirazione cristiana, al quale attingono sempre più con rinnovata attenzione pensatori di matrice laica. Come è possibile che a fronte di tutto ciò il problema di qualcuno sia la temporanea sospensione della presenza fisica dei fedeli alle Messe, disposta per ridurre il rischio di contagio?
Le Autorità Ecclesiastiche hanno agito per il meglio, nel rispetto non solo delle norme emanate dalle Pubbliche Istituzioni (i cristiani sono cittadini come gli altri e devono dare buon esempio di rispetto delle Leggi) ma anche della sicurezza sanitaria dei fedeli. Del resto, ricordiamoci sempre ciò che disse Gesù a proposito di come deve pregare un buon cristiano. “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.” (Matteo,6).
Speriamo ovviamente tutti che al più presto si possa ritornare a frequentare anche le nostre Chiese (parlo per chi lo faceva anche prima…..). Ma penso che siano ben altre le stringenti preoccupazioni spirituali e sociali che i cattolici italiani hanno il dovere di testimoniare in questo drammatico passaggio epocale delle nostre Comunità.
Lorenzo Dellai