Alcuni cattolici si sentono orfani dopo che Donald Trump ha lasciato definitivamente la Casa Bianca. Sono quelli che dovrebbero imparare a scegliersi alfieri migliori per le loro battaglie. Qualcuno di loro è giunto a pensare a Trump come il vero rappresentante di chissà che cosa di religioso rilevante e, persino, a metterlo in alternativa a Papa Francesco in materia di difesa della Vita, e non solo.

Invece, Trump la lasciato la Casa Bianca anche con un qualche tasso d’ignominia e non solo perché ha aizzato i suoi seguaci a compiere uno degli atti più sacrileghi contro la democrazia rappresentativa con l’attacco al Campidoglio di Washington.

Volato in Florida invece di partecipare all’insediamento di chi lo ha sconfitto largamente. Ha preso il suo pallone e se ne andato, sottovalutando che la partita va avanti anche senza di lui perché altre palle verranno utilizzate in ogni caso. Il gioco democratico andrà benissimo avanti senza di lui. Anzi, forse, molto meglio.

Trump ha alla fine abbandonato il potere per abbarbicarsi al quale ha fatto di tutto, e molto altro emergerà, lasciandosi alle spalle una scia di morte: proprio il contrario dell’impegno per la Vita per cui gli “orfani” di cui sopra lo riconoscevano degno di lode e di menzione.

Ha mandato a morte 13 persone. Nella notte del venerdì dell’ultima sua settimana da Presidente, è stata eseguita l’ultima sentenza capitale negli Stati Uniti da lui personalmente disposta. Lo ha fatto rompendo ogni tradizione in piena  scadenza di mandato. Erano 130 anni che un Presidente uscente non si asteneva dal disporre l’esecuzione di condannati a morte perché responsabili di reati federali. Erano 17 anni, inoltre, che non venivano giustiziate persone su cui si pesava una possibile, estrema decisione da parte della Casa Bianca.

Ha affidato così alla Morte, per di più violenta, ancorché ammantata dalla decisione di un tribunale, di mettere l’ultimo sigillo sulla fine del suo mandato. E’ questa cosa meno importante per i cattolici americani e non che nell’uomo in procinto di lasciare la Casa Bianca avevano individuato il loro massimo rappresentante per le sue dichiarazioni sull’aborto?

Qualcuno, e tra questi molti sono coloro che camuffano una scelta religiosa per ciò che invece è esclusivamente costituita da una scelta politica di destra, anzi, di estrema destra, riflette mai sul fatto che il Trump che dichiara la contrarietà all’aborto, cosa su cui si deve convenire senza esitazione, è però lo stesso che non ha esitato a separare dai familiari i bambini messicani intercettati al confine e reclusi in una maniera vergognosa. Lo stesso Trump si è del tutto disinteressato della sorte delle donne povere ed ha ridotto sussidi e aiuti alle famiglie meno abbienti. Quante di loro hanno così fatto la scelta dell’aborto per questo? Trump si è assunto la responsabilità di sottovalutare le conseguenze del diffondersi del Coronavirus e chissà quanti americani sono morti per questo. Trump è colui che ha rovesciato le linee della politica ambientale che prevedevano la riduzione delle emissioni di CO2 legate al carbone che, come dimostrano da anni e anni studi e contro studi, sono responsabili della morte di un elevato numero di esseri umani.

Senza rivelare un minimo segno di pietà in una direzione, si è invece preoccupato di mettere al sicuro quello che fu il suo “fido” Bannon, l’uomo che più attivamente si è messo a fare il sovversivo contro Papa Francesco a livello persino mondiale e, comunque, scegliendo l’Italia come uno dei luoghi privilegiati della sua battaglia apparentemente di natura religiosa, ma in realtà tutta intrisa di sostanza politica di stampo estremista di destra. Peccato che il “perdono” a Bannon non abbia riguardato condanne per reati di opinione o per il suo impegno politico, che pure tanto ha a che fare con le forme più estreme di antisemitismo, razzismo e suprematismo bianco. Nò Trump l’ha graziato è per una storia di truffe che, guarda un po’, riguardava la richiesta di fondi per costruire il famigerato muro innalzato sulla linea di frontiera con il Messico.

Ma perché questi orfani si fanno incantare dal primo pifferaio che passa? Forse perché, alla fine, gratta gratta, insieme ai deliri antipapali condividono soprattutto la reazione sociale e politica?

Non abbiamo sentito spendere una sola parola sui lati oscuri di Trump ” da mons Carlo Maria Viganò davvero convinto, purtroppo, dell’idea che il “trumpismo” sia ultimo baluardo da issare nella lotta tra il Bene e il Male, come ha sostenuto in una farneticante lettera aperta indirizzata allo stesso Trump lo scorso 25 ottobre 2020 ( CLICCA QUI ). Neppure lo abbiamo visto fare da tutti quei cattolici giunti a battersi per Trump come se fosse uno di casa loro e con l’evidente intento, magari insufflati e finanziati dal Bannon di cui sopra, di andare contro Papa Francesco.

Grazie a Viganò, e a tutti questi cattolici che seguono il Papa quando fa comodo a loro, si è determinata una  commistione tra le vicende della Chiesa e un’azione svolta sul piano informativo dalla destra italiana ed estera  platealmente espressa nella lettera di cui sopra quando ad un certo punto, nero su bianco, si legge : “Come ormai è evidente, colui che occupa la Sede di Pietro, fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo gremio”.

E’ evidente lo stato di delirio cui è giunto l’ex Nunzio negli Stati Uniti che gli impedisce di leggere proprio quello che ha di fatto dato corpo ad una sempre più organica, vera e propria “catechesi” di Papa Francesco contro l’ideologia globalista in campo antropologico, economico, politico e culturale. Ma al di là di questo quasi eretico atteggiamento, perché c’insegnano i teologi che eretico è chi dà dell’eretico al Papa, si conferma ciò che è proprio del cattolicesimo conservatore e di destra: mischiare il piano politico con quello religioso.