Già ieri parlavamo delle ripetizioni sul diritto costituzionale ricevute dal Governo sul Decreto sicurezza (CLICCA QUI). Poi è giunta la sentenza della Cassazione che ha accolto la proposta referendaria per il NO sottoscritta dagli oltre 500 mila cittadini sotto il testo scritto, bene, da 15 giuristi. Essi, infatti, nel formulare diversamente il quesito indicato dal Governo, hanno avuto la cura di indicare i sette articoli della Costituzione che finirebbero modificati con la Legge sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Cosa che mancava nella richiesta referendaria per il Si. I soloni del Governo lo hanno fatto per la fretta del blitz pensato per avere il Referendum il prima possibile? O perché  quelli del Governo Meloni sono solo dei “ciabattoni”? Oppure, perché non volevano mettere sulla scheda che si tratterebbe di modifiche costituzionali che non sembrano proprio essere gradite dagli italiani?

Adesso, siamo tutti in confusione. Stando alle norme quelli del Si rischiano che il Referendum non sai faccia con la fretta che loro auspicavano. È probabile che ci sarà altro lavoro per la Corte Costituzionale dove il contenzioso dovrebbe sfociare. Questi di Palazzo Chigi sanno fare solo pasticci.

Una cosa è certa: un bel referendum lo dovremmo fare proprio su di loro e su come governano. Ma non si farà. E, allora, andiamo intanto a dirgli No il 22 e 23 marzo, o quando sarà. E facciamolo non solo per il merito di una riforma della Giustizia che non riforma niente di quello che interessa davvero i cittadini. Anche per dire loro che non ne fanno una giusta.

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