L’attesa volge al termine. Siamo arrivati al primo traguardo. Andiamo avanti. Il 4 Ottobre il percorso per la formazione del nuovo partito con le caratteristiche delineate dal Manifesto del Novembre scorso ( CLICCA QUI ), giunge a termine con la costituzione della nuova forza politica.
Dall’assemblea di Roma  uscirà la bella notizia: gli aderenti al Manifesto hanno costituito il partito dal pensiero forte e dalle facce nuove, d’ispirazione cristiana, autonomo, aconfessionale, aperto anche ai non credenti, come è naturale che sia stante la consonanza universale della Dottrina Sociale della Chiesa, i cui principi e valori stanno alla base della nuova forza politica.
Questa notizia sarà bella veramente e gradita se, chiuso il percorso per la formazione dei partito, si apre coerentemente sin dall’assemblea  la fase organizzativa, con assegnazioni di responsabilità che siano già segno del servizio per il Bene Comune. Esse dovranno testimoniare sin da subito  la collegialità dell’organizzazione del
nuovo partito, condotto in modo coeso, senza dominatori o ricercatori di cariche.
Sono certo che si formerà un gruppo di conduzione formato, senza prevalenza degli uomini di ieri (più volte si è espresso quale debba essere il loro contributo di servizio), da persone credibili. Credibilità riconosciuta in virtù dell’autenticità dell’impegno profuso e che si vuole continuare a profondere, che si estrinseca nell’essere fieri dell’impegno che si assume non per ostentarlo e avere vantaggi, ma per guidare le soluzioni ai problemi che si percepiscono stando  con le persone, con attenta vicinanza e interlocuzione sia all’interno del partito, sia all’esterno.
Il prossimo fine settimana si attua il passaggio dalla preparazione all’organizzazione del partito che coinvolgerà attivamente tutti quelli che aderendo , senza se e ma al Manifesto, hanno manifestato di avere a cuore che avvenga quanto auspicato. E’ un momento di apertura, di estensione di responsabilità, ed è certamente nella logica umana pensare che chi sia stato promotore dell’iniziativa per la costituzione della nuova forza politica, possa avere un qualche disappunto per il fatto che giunti al traguardo della costituzione, il partito estenda la conduzione
organizzativa, andando, come è giusto che avvenga, oltre chi ha promosso l’iniziativa. Disappunto che saprà essere superato con la gioia di vedere condivisa  e portare avanti da parte di tanti altri  una bella cosa, con la giusta gratificazione di vedere realizzato quanto promosso.
L’ispirazione cristiana del nuovo partito comporta che esso sarà caratterizzato dalla costante tensione al Bene Comune, e questa tensione in primo luogo dev’essere colta nel gruppo di conduzione collegiale, che si formerà con  persone alle quali, mi ripeto,  si riconosca l’autenticità dell’impegno, la capacità e la voglia del coinvolgimento dei territori, dove si colgono le difficoltà di vita e i progetti di soluzione assumono concretezza immediata. Un coinvolgimento che faccia sentire ciascuno degli aderenti al partito, veramente parte di esso, protagonista del condividere la ricerca del miglioramento sociale da perseguire uniti insieme, dando reale attuazione al principio di uguaglianza, da non confondere come appiattimento, livellamento, ma  da essere espressione dei talenti che
ciascuno possiede, e che deve trovare giusto riconoscimento e valorizzazione, senza ovviamente trascurare nessuna persona, salva restando la soglia minima invalicabile della salvaguardia della dignità della persona.
Così uniti insieme, senza fare baldoria, senza fanatismi, con la stabilità del sentimento , sin  dall’assemblea verrà fuori la bella notizia della credibilità del partito che si costituisce Domenica 4 ottobre, per andare a operare nella realtà sociale, la vigna del Vangelo di questa Domenica, con chiarezza di caratteristiche per conseguenti  concreti obiettivi da raggiungere di fronte alle vere esigenze a cui dare soluzione.
E’ un momento importante, di responsabilità, di quelli che a fronte dei coerenti risultati che raggiungeremo insieme, ci farà gioiosamente  dire: quel giorno io c’ero.
Francesco Punzo