Premesso che è il caso di stendere un manto pietoso sul “caso Paragon”, delle intercettazioni fatte a loro insaputa … (remember Scaiola) e che non s’è mai udito, né visto un Presidente del Consiglio che si auto elogiasse pubblicamente – specialmente sulla politica estera – andiamo per ordine. O meglio, partiamo dall’Ordine pubblico, punto prioritario di qualsiasi governo conservatore che si rispetti. La morale che ci viene ribadita a piè sospinto è: tutta colpa dei magistrati se la situazione è critica. E dagli addosso all’untore! Invece, governo e Parlamento hanno fatto tutto il possibile per aggirare l’ostacolo, introducendo una serie interminabile di nuovi reati (per lo più aggravanti o conferme di quelli già vigenti), abolendo il reato di abuso d’ufficio – abbiamo amministratori pubblici fin troppo onesti … – battendosi per manganellate a iosa e fermi di polizia più facili, oltre ad evitare di finanziare interventi strutturali per migliorare la situazione logistica delle carceri sovraffollate, più che mai.
Ma soprattutto abbiamo visto il massimo impegno per la famigerata separazione delle carriere dei magistrati, riforma che – a detta del ministro (in)competente non avrà alcun effetto nei confronti del cittadino utente – è solo una normativa di sistema e di facciata. Forse servirà per affermare trionfalmente, qualora vincessero i SI: “giornata storica”! La mia annotazione a carattere giuridico-istituzionale è la scorrettezza di propagandare il voto favorevole, quando la campagna referendaria deve ancora iniziare e soprattutto perché si tratta di una legge costituzionale, approvata dal Parlamento su iniziativa del governo, quindi non rientrante della specifica attività dell’Esecutivo.
Ed ecco che la Premier e la stampa di regime vanno ad esibirsi in un abilissimo dribbling, onde evitare di parlare della salute pubblica, dei tanti ritardi e mali che sta accusando il sistema sanitario a danno di sei milioni di famiglia, praticamente impossibilitate a curarsi o necessitate ad attendere lunghi mesi per un accertamento o un intervento chirurgico. Altrettanto nota è l’abilità della “prima donna” a divincolarsi tra lavoro apparente, part time o disagiato, inflazione dissimulata e promesse reiterate di un programma di sviluppo e ricostruzione industriale (in primis lo stabilimento ex Ilva) nel giorno che verrà …
Dunque, l’orgoglio nazionale si ferma, inevitabilmente, di fronte a questi ostacoli:
a) l’aumento delle spese militari che ci inciderà sensibilmente, incrementando il disavanzo di bilancio dello 0,5%, nonostante l’opposizione interna della Lega;
b) i teatrali tentativi di andare a braccetto sia con la Von der Leyen che con i “volenterosi”, nonché di divincolarsi elegantemente dal connubio imbarazzante, speriamo non fatale, con super Donald;
c) il non interventismo, condivisibile, del nostro esercito nella guerra russo/ucraina;
d) il nulla di fatto, omertoso, in merito al mancato adeguamento stipendiale (i nostri sono i più bassi tra i G7) e soprattutto delle pensioni sociali; tanto meno in tema di pressione fiscale che si registra in netto aumento.
Era, infine, palese e comprensibile l’atteggiamento imbarazzato e deludente della nostra Lady di ferro anche a riguardo della prigionia di Trentini, per cui si auspica finalmente un intervento decisivo della Farnesina. E arrivederci l’anno prossimo, mentre la libertà di informazione e d’opinione possono tranquillamente andare in letargo …
Michele Marino