Anche grazie alla pandemia, le povertà sono aumentate fino a diventare una questione di livello nazionale e che non non può più essere trattata con politiche “compassionevoli”, ma assumere la dimensione di emergenza nazionale. Le povertà, purtroppo, si sono anche allargate in termine di qualità finendo per coinvolgere ampie fasce della popolazione anziana e in pieno anche quelle più basse del ceto medio.

A fronte di ciò, si registra un fenomeno che la società moderna pensava di aver superato animata com’è dai principi di inclusione e di uguaglianza. Così, mentre i salari non compensano il balzo dei costi della vita per milioni di famiglie e di pensionati, la ricchezza è drenata a  favore di un numero sempre più ridotto di persone che, in più, invece di vedere accadere il contrario, sono le uniche a godere di veri e sostanziali benefici fiscali. E’ un fenomeno mondiale e che trova anche in Italia la conferma. A proposito della quale, il Report Oxfam 2023 dice che le disuguaglianze non conoscono crisi e che le disuguaglianze sono oramai diventate insostenibili (CLICCA QUI).

Oggi che ricordiamo l’Appello ai Liberi e Forti (CLICCA QUI), nel pieno di un dibattito che da tempo riguarda la ripresa del pensiero popolare in Italia, non ci si può limitare ad affrontare la questione dell’identità senza che essa sia seguita anche da quella dei contenuti, a partire dalla definizione delle fasce sociali di riferimento, e dei problemi loro connessi. Nel momento in cui emerge come la povertà assoluta è più che raddoppiata in 16 anni, che esiste il problema del progressivo impoverimento di tanti gruppi e categorie sociali, colpite dal caro-vita che erodendo il potere d’acquisto di sempre più ampie fasce della popolazione, chi si riferisce al popolarismo deve impegnarsi perché il tema delle povertà diventi questione politica e dare ad essa una risposta politica.

La prepolitica non basta. Non mette a tavola le persone, non risolve i loro problemi, ma solo quelli di chi pensa che i problemi possono continuare ad essere affrontati in maniera astratta e di un pensiero generale che non è capace di rispondere alle urgenze vere di milioni di persone.

Il bipolarismo non ha solo portato i gravi danni che ha portato al sistema politico – istituzionale, ma coincide persino temporalmente con il processo in base al quale, lungo l’arco di 25 anni, ricchezza e povertà sono diventate entrambe estreme. Il segno più evidente del fallimento di un’intera stagione politica per il cui superamento è necessario impegnarsi in tutte le forme possibili, a partire da quelle che possono essere consentite da un impegno politico organizzato per dare vita ad una profonda inversione ad U della gestione della cosa pubblica. portando più solidarietà, più inclusione e puntando con decisione alla Giustizia sociale e al superamento delle disuguaglianze.

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