Una frase che mi aveva colpito e che voglio qui ripetere era questa:” La sintesi salverà il Pianeta”, anche se è vero che per alcuni ad avere quel compito auspicato sarà la bellezza, per altri l’amore per il creato (e per il Creatore, aggiungo), e via discorrendo.

Come sappiamo, la sintesi trova una sua piena realizzazione nei titoli dei giornali. Quello che di recente ha creato più sconcerto è stato sicuramente quello della copertina dell’Economist, di proprietà degli Elkann, che recita così:” Putin sta vincendo?”, con grande foto dello stesso. Sono in molti ora a dire….ve l’avevamo detto…, e sono anche in molti ora a riconoscere al Presidente russo le sue ragioni, ricordando che spesso i conflitti sorgono tra due opposte ragioni. A rimarcare il cambiamento di visione ecco un convegno organizzato da Gianni Cuperlo dal titolo illuminante: “ La parola pace: l’utopia deve farsi realtà”. Con una battuta si potrebbe commentare:” Contrordine compagni!!!”. Si è assistito ad un vero e proprio ribaltamento delle posizioni: sono risuonate le parole diplomazia e PACE, si sono riconosciute le ragioni dei pacifisti, adesso non più considerati “putiniani”, si è messo in discussione anche il 2% del PIL per le spese militari, posizione ribadita da Romano Prodi in un video-messaggio in cui ha affermato che la corsa europea agli armamenti “non serve a niente” (dal “Fatto Quotidiano”).

Nonostante le crude evidenze, rimangono però ancora degli emuli dell’ultimo dei giapponesi, Hiroo Onoda: mi aspetto che per coerenza costoro debbano perlomeno recarsi al fronte. Per la cronaca, il diplomatico ucraino David Arakhamia ha di recente affermato che un’intesa di pace era saltata nel Maggio 2022:” C’era un accordo dopo diversi turni di trattative. Tre sessioni in Bielorussia e l’ultima a Istanbul. Ma Boris Johnson venne e disse no”, versione confermata dalla Merkel, da Kissinger e da Lavrov. L’Ucraina ha fatto quindi la scelta politica di seguire le indicazioni di padroni esterni e ne sta pagando le conseguenze, mentre i suoi sponsor sembrano defilarsi alla chetichella. La nuova situazione si evince da altro titolo sull’argomento, sempre dal “Fatto”: “Negoziati segreti Mosca-Kiev alle spalle di Zelensky e Biden. Il Premio Pulitzer Hersh: Il fronte diventerà confine”. Secondo Seymour Hersh, i negoziati sarebbero in corso e portati avanti da due tra i più importanti generali, il russo Gerasimov e l’ucraino Zaluzhny, e a Zelensky sarebbe stato addirittura detto:” Se necessario pagheremo il tuo viaggio ai Caraibi”.

Passando all’altro fronte caldo, ecco un altro titolo, questa volta dall’ANSA:” Ok assemblea Onu a risoluzione su ritiro Israele da alture Golan” (CLICCA QUI). Dopo la risoluzione sul cessate il fuoco, ecco un’altra chiara e decisa presa di posizione dell’Umanità, a grande maggioranza. Saccheggiando il latino, potremmo dire: “Vox populi, Vox Dei”. Certo, forse anche questa risoluzione sarà disattesa come le altre, ma forse tenerne conto sarebbe un bene per Israele. L’Italia si è nuovamente pilatescamente astenuta.

Altro titolo di grande impatto:” Il Sudafrica chiede alla Corte penale internazionale di emettere un mandato di arresto per Netanyahu” (CLICCA QUI). Il governo del Sudafrica ha chiesto alla Corte penale internazionale (Cpi) de L’Aia di emettere un mandato di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu entro metà dicembre. Lo ha annunciato il Ministro alla Presidenza di Pretoria, Khumbudzo Ntshavheni, affermando che se la Corte non accogliesse la richiesta, ciò segnalerebbe un “fallimento totale” della governance globale. “Il mondo non può semplicemente restare a guardare”, ha detto Ntshavheni, accusando il governo israeliano di voler “ripulire la maggior parte di Gaza dai palestinesi e di occuparla”.

Il Sudafrica, insieme a Bangladesh, Bolivia, Comore e Gibuti, ha presentato di recente una richiesta alla Cpi per indagare se a Gaza siano stati commessi crimini di guerra e contro l’Umanità.

Ancora un titolo spiazzante, confermato poi dal New York Times:” Israele conosceva da un anno i programmi di Hamas”. Solo negligenza o calcolo politico? (CLICCA QUI).

Altro titolo di rilievo:” Avanza, nel silenzio generale il trattato anti pandemia. È il regime sanitario dell’OMS”. Questa notizia, poco o per niente dibattuta nei nostri inflazionati e provinciali talk-show, riguarda il trattato presentato dall’OMS che, in caso di emergenze sanitarie, in pratica toglie tutto il potere agli stati: questi ultimi vengono quindi sottomessi ai diktat di una organizzazione di fatto asservita a privati (vedi Gates e GAVI) che hanno l’ossessiva missione di vaccinare anche i muri per combattere dei virus che, come ormai universalmente riconosciuto, sono stati generati in laboratorio (CLICCA QUI)  L’OMS dovrebbe essere citato in giudizio presso le corti internazionali competenti, perlomeno con l’accusa di omissione d’atti d’ufficio e falso in atto pubblico o, meglio, complicità in tentato genocidio dell’Umanità per il fatto di tacere ancora sulla genesi artificiale del virus covid.

Sempre sul fronte vaccinale, altro titolo impattante, anche se non molto sintetico:” Il Procuratore generale del Texas cita in giudizio Pfizer sui vaccini: avrebbe distorto e falsato le reali informazioni sull’efficacia” (CLICCA QUI). L’accusa è quella di di aver distorto illegalmente l’efficacia del  COVID-19 e aver tentato di censurare la discussione pubblica sul prodotto. Secondo il procuratore, Pfizer si sarebbe impegnata in atti e pratiche false, ingannevoli e fuorvianti, facendo affermazioni non supportate dai fatti riguardanti il vaccino anti-COVID-19 dell’azienda, in violazione del Texas Deceptive Trade Practices Act. Le accuse sono gravissime e, se si rivelassero provate, metterebbero in una luce nefasta tutto l’operato, anche di comunicazione e censura, messo in atto dalla casa farmaceutica. L’articolo è da leggere attentamente. Nel frattempo in Europa la Presidente della Commissione Von Der Leyen non ha ancora reso pubblici i messaggi scambiati con il CEO della casa farmaceutica Bourla, circa il contratto sui vaccini stessi, e in Italia la commissione d’inchiesta parlamentare non è ancora decollata.

Mi fermo qui per carità di Patria.

Massimo Brundisini

 

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