Stanno prendendo forma i ricorsi contro i nuovi percorsi accademici, con una prima impugnativa dinanzi al TAR del Lazio da parte degli Ordini TSRM (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica) e PSTRP (Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e Prevenzione), avverso il D.M. MUR n. 159 del 06/02/2026. Il decreto ridisegna la classe LM/SNT1 istituendo tre percorsi magistrali specialistici per l’infermiere: cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, cure neonatali e pediatriche, cure intensive ed emergenza. Da fonti di stampa, dovrebbe avviarsi anche una iniziativa da parte di FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri).
Era tutto prevedibile? Vi è stato a monte un coinvolgimento efficace di tutte le rappresentanze professionali nelle loro varie declinazioni?
Alcuni fatti già visti: per la figura dell’Assistente Infermiere, di cui gli O.S.S. (Operatori Socio Assistenziali) non sono stati coinvolti: iniziati contenziosi e proseguiranno. La creazione a livello regionale di figure lavorative non professionalmente riconosciute inserite nel sistema di risposta alle emergenze, all’interno di un sistema strategico del Paese, che deve garantire la sicurezza delle persone e dei territori.
Si era in attesa da anni di una riforma, che però è solo formativa non portando gli infermieri alla pratica avanzata (che in Italia non esiste, ma presente in molti paesi del mondo). L’ennesima opera incompiuta.
Come si vuole governare in Italia l’evoluzione delle professioni sanitarie e non solo? Gli Ordini, le Associazioni Professionali, le Società Scientifiche, i Sindacati, dialogano? Perché presentandosi al legislatore con poca chiarezza, le professioni si impoveriscono e non si rafforzano.
Se l’obiettivo fosse veramente la salute delle persone, si vorrebbe o non si vorrebbe elevare di caratura il nostro Paese con un sistema che coopera avendo professionisti e organizzazione validi?
Marco Torriani