Con il nuovo anno scolastico 2020-21 viene introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica, secondo le indicazioni della Legge 20 agosto 2019, n. 92, entrata in vigore dal 5 settembre 2019.

Il pedagogista Luciano Corradini, già Sottosegretario alla Pubblica Istruzione e Vice-Presidente del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI), è uno dei maggiori esperti sull’argomento, avendolo coltivato da sempre, come dimostrano le sue molteplici pubblicazioni.

Con questa intervista facciamo il punto sulla situazione, partendo da alcuni passaggi storici, che vedono in Aldo Moro, il “padre/ispiratore” di questa realtà.

Di Moro vale la pena ricordare due passaggi essenziali, il primo, datato 11 dicembre 1947, quando  fu approvato all’unanimità dall’Assemblea Costituente, un ordine del giorno, in cui si chiedeva «che la nuova Carta costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano».

Il secondo nell’ appello di Moro, all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione, contenuto nella relazione al DPR 13.6.1958, la legge istitutiva, che segnava il profondo legame tra l’educazione civica e la storia.

D) Disciplinarità e trasversalità dell’educazione civica nel prototipo di Aldo Moro. 

Corradini: L’educazione civica come disciplina scolastica venne introdotta con il titolo “Programmi per l’insegnamento dell’educazione civica”.“Il campo dell’educazione civica, a differenza di quello delle materie di studio, non è definibile per dimensioni, non potendo essere delimitato dalle nozioni,  spingendosi invece su quel piano spirituale, dove quel che non è scritto è più ampio di quello che è scritto”.Si rischiava però, con questa leale ammissione, di rinunciare alla qualifica di insegnamento e anche di disciplina per tutta l’area socio-civico-politica, lasciandone svaporare i contenuti in un generico clima “democratico”.Per evitare questo rischio, la Premessa precisava: “Se l’educazione civica mira, dunque, a  suscitare  nel  giovane  un impulso morale, ad assecondare e  promuovere  la  libera  e  solidale ascesa delle persone nella società, essa si giova, tuttavia,  di  un costante  riferimento  alla  Costituzione   della   Repubblica,   che rappresenta il culmine della nostra attuale esperienza storica, e nei cui principi fondamentali si esprimono i valori morali che  integrano la trama spirituale della nostra civile convivenza”.

D) Un tema da te molto sentito, da sempre…

Corradini: Direi che mi sono deciso in tarda età ad accettare l’invito di un editore a scrivere con un collega amico, un libro di testo per studenti, anche quando non era prevista una possibile adozione per una importante “non materia”.

Pensavo di lasciare almeno agli studenti e ai nipoti una traccia di lettura e di valorizzazione della Costituzione, con lo spirito con cui un naufrago mette un messaggio nella bottiglia.

Il sottotitolo di “Nella nostra Società” era Cittadinanza e Costituzione, riferendosi alla legge 169/ 2008.

Una seconda edizione, più didatticamente fruibile e aperta  alle nuove tematiche, è uscita, anche se non si sapeva che nell’agosto 2019 avremmo avuto le legge 92, ha per titolo “Una convivenza civile” e per sottotitolo Itinerari di educazione civica.

D) La tua presenza al Ministero della Pubblica Istruzione e la spinta verso Educazione Civica.

Corradini: Ho cominciato nel 1975 ad occuparmi dell’educazione alla salute, nell’ambito delle iniziative promosse dalla ministra Falcucci, per dare un contenuto valido alle celebrazioni per l’Anno internazionale dei giovani.

Occorreva ripensare, dialogando con gli studenti, tutte le discipline scolastiche alla luce del concetto di salute, intesa come vitalità, partecipazione, protagonismo giovanile: concetti positivi, per combattere contro la droga, la dispersione scolastica e altri virus che si diffondevano allora.

Il Progetto Giovani fu il contenitore delle educazioni, che ogni ministro faceva crescere nella scuola con circolari d’annata.

Curiosamente l’educazione civica, già presente nel curricolo, sia pure con qualche limitazione, veniva negletta come una Cenerentola, come se non custodisse nel suo vestito un pò lacero, la Costituzione, vera matrice organica di tutti i valori di cui più o meno episodicamente dovevano occuparsi le cosiddette “educazioni”.

D) Mi pare che ormai i tempi siano maturi per questo impegno nel nuovo anno scolastico…

Corradini: La riscoperta della Costituzione, come se fosse un antico mosaico pompeiano, capace di affascinare tutto il moondo, venne in mente a un certo numero di persone, che si trovarono ad occuparsi del problema con diversi ministri, da Galloni a Mattarella, a Bianco, a Misasi, alla Moratti a Lombardi, alla Gelmini.

Mi capitò di fare il coordinatore di quattro gruppi di lavoro ministeriali su questo tema, mentre ero anche vicepresidente del CNPI e per un anno e mezzo Sottosegretario.

Se riprendo in mano i ritagli di giornale delle vecchie interviste o gli spezzoni degli annunci televisivi che mi trovai a fare, mi sembra d’aver vissuto la vicenda di Sisifo, che ricominciava da capo a spingere il masso verso la cima, anche quando le probabilità di ottenere un risultato positivo si riducevano quasi a zero. Dopo diversi interventi di legge e di provvedimenti ministeriali, che hanno utilizzato diversi termini, per definire quest’area complessa di principi, di comportamenti e di documenti di valore etico, giuridico e politico, è accaduto una sorta di miracolo, che non tutti hanno accolto con favore, per i limiti che rivela, ma che quanto meno mette fine al silenzio imbarazzante delle forze politiche dell’ultimo decennio.

Il Parlamento ha approvato, con la legge 20 agosto 2019 n. 92, una norma di 13 articoli che riprende il Decreto Moro, intitolandola <<Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica>>.

Nell’ultima pubblicazione,  scritta con Porcarelli, nel sottotitolo del libro, si parla di itinerari di educazione civica, per evitare, da un lato, la pretesa di imporre programmi rigidi, e, dall’altro, il rischio di un vagabondaggio senza meta e senza guard rail, su tematiche controverse e  di ampiezza variabile.

Molte cose sono cambiate nei 70 anni di Repubblica, ma il bisogno e la domanda di conoscenza e di formazione su quest’area fondativa, anche se difficile da delimitare e da condividere, si sono fatti ancora più urgenti.

La scuola non è onnipotente, ma neppure impotente; ed è di fatto insostituibile, come gli ospedali in tempo di pandemie!”.

In questo contesto si colloca uno dei passaggi della presentazione ufficiale del decreto sulle Linee Guida della Ministra Lucia Azzolina

 “In questi giorni stiamo lavorando senza sosta alle Linee guida per la riapertura delle scuole nel prossimo mese di settembre, un lavoro complesso che stiamo portando avanti con gli stakeholder della scuola, con le Regioni e gli Enti locali.

So che sono molto attese. Stiamo tutti collaborando per il bene dei nostri studenti.

Ma la riapertura non è fatta solo di misure di sicurezza e di prevenzione del contagio. Stiamo guardando anche oltre.

Dal prossimo settembre, troverà applicazione la legge sull’Educazione Civica. Vogliamo che le scuole siano preparate, le ragazze e i ragazzi, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell’altro e dell’ambiente che li circonda, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete…

L’avvio del nuovo anno scolastico sarà non solo il momento del ritorno in classe, ma anche l’inizio di un nuovo cammino per portare la scuola nel futuro, rendendola più moderna, sostenibile, ancora più inclusiva.

Essenziale sarà anche la formazione degli insegnanti, sarà quindi una delle priorità su cui lavoreremo per l’avvio del nuovo anno scolastico.  Solo così le difficoltà che stiamo affrontando a causa della pandemia saranno non solo un ostacolo da superare, ma un’occasione di miglioramento, uno stimolo a guardare avanti, per tutti”.

Intervista di Pietro Panzarino