Più di 3.800 siti di informazione generati dall’intelligenza artificiale nel mondo con oltre la metà in lingua inglese. I domini italiani sono il 10% del totale. Oltre a diffondere disinformazione sottraggono ricavi pubblicitari ai media. La Federazione Nazionale della stampa Italiana ha reso noti i dati contenuti nell’ultima analisi di NewsGuard, la piattaforma che monitora la disinformazione online.
Il monitoraggio riguarda le cosiddette ‘content farm IA’, cioè siti web in cui una parte significativa dei contenuti è prodotta con l’intelligenza artificiale e che non adottano alcuna trasparenza sull’utilizzo che ne viene fatto. Le notizie vanno in Rete e sembrano avere un livello di supervisione editoriale limitato o del tutto assente sui contenuti pubblicati.
Lettori ingannati
Si tratta di siti che oltre a utilizzare l’intelligenza artificiale per produrre una percentuale molto alta dei propri contenuti, non lo rivelano ai lettori e, a volte, adottano strategie per dissimulare la loro natura e presentarsi come siti di news tradizionali. Un inganno verso chi li consulta immaginando che dietro ci sia il lavoro di giornalisti in carne e ossa.
Secondo NewsGuard, al 16 luglio 2026 sono stati identificati un totale di 3.859 ‘content farm IA’ (nel 2024 erano 700) in 30 lingue. Le principali rappresentate nel database sono inglese, italiano, francese e tedesco. Più della metà dei siti identificati (il 55%) è in lingua inglese. I domini italiani e francesi rappresentano ciascuno il 10% del totale, quelli tedeschi sono il 4%.
«I finti siti di notizie generati dall’IA continuano a proliferare a ritmi allarmanti, inquinando il nostro ecosistema informativo con affermazioni false e propaganda e sottraendo di fatto entrate pubblicitarie ai media legittimi, il cui modello di business è già a rischio», afferma Dimitris Dimitriadis, direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard.
L’informazione per come l’abbiamo conosciuta è già finita?
Gino Napoli
Pubblicato su www.italianotizie24.it