La battaglia sbagliata di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni si è avventurata in una battaglia ideologica, infondata e controproducente contro la Spagna di Pedro Sánchez, a seguito della “finta” invasione di marocchini nell’enclave africana spagnola di Ceuta. Invece di cogliere l’occasione per un confronto costruttivo, la Presidente del Consiglio ha scelto la via dello scontro, scatenando un conflitto diplomatico che ha avuto conseguenze immediate. Madrid ha risposto sospendendo la libera circolazione delle persone provenienti dall’Italia, provocando enormi disagi ai nostri connazionali che avevano organizzato le ferie nella Penisola Iberica. Ma il danno più grave è politico: Meloni ha stuzzicato il can che dorme.
La reazione tedesca e il ritorno del Trattato di Dublino
La Germania del cancelliere Merz ha fatto sapere che, con effetto immediato, inizierà a rimpatriare le migliaia di migranti giunti nella Repubblica Federale dopo essere sbarcati sulle coste italiane e aver chiesto asilo in Germania. La prima sarà una donna somala, ma il segnale è chiaro: Berlino torna a far valere il principio del Trattato di Dublino del 1992, che assegna al primo paese di accoglienza la responsabilità completa del migrante. Era dal 2022 che la Germania non prendeva una decisione simile, e la mossa aprirà sicuramente un contenzioso, riaccendendo le solite grida contro un accordo che penalizza i Paesi mediterranei.
Non è la prima volta che si apre una crisi con Berlino e i Paesi del Nord Europa. Nel 2022 la Germania ci rimandò indietro un gruppo di migranti, e già allora si parlò di tensioni crescenti tra Roma e le capitali del Nord, insofferenti verso la gestione italiana dei flussi migratori. Oggi la storia si ripete, ma con un contesto ancora più fragile e polarizzato. E con la Meloni, Salvini e Piantedosi che con la Spagna hanno voluto tenere una linea dura, “da primi della classe”, hanno consegnato su di un piatto d’argento a Merz il pretesto per riaprire un vecchio contenzioso con noi. Siamo guidati proprio da dei geni…
L’occasione mancata del fronte mediterraneo
Ceuta poteva essere invece l’occasione per Giorgia Meloni di creare finalmente un fronte comune con gli altri Paesi mediterranei investiti dal fenomeno migratorio — Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta — per condurre una battaglia condivisa sulla revisione del Trattato di Dublino. Un’alleanza di pragmatismo e solidarietà, capace di bilanciare il peso dei Paesi del Nord Europa e di proporre una visione più equa della gestione dei flussi.
Invece, la Presidente del Consiglio ha preferito la propaganda. E il cancelliere Merz ha avuto facile gioco nel rispondere: “Ah sì? Fai tante storie proprio tu?”. A conferma che chi vive di ideologia trova sempre qualcuno più ideologico di lui, e chi vuole fare la figura del castigamatti in materia di immigrazione, poi il castigamatti lo trova sulla propria strada. ![]()