Non avevamo dubbi che con la destra al governo le tasse non saranno pagate come sarebbe giusto fare, e cioè con un criterio di autentica proporzionalità. L’ha garantito direttamente Giorgia Meloni che ha chiarito bene come stanno le cose a quanti le fanno la corte perché diventi di “centro”. Il suo è un Governo di destra e fa il suo mestiere e non dimentichiamo mai che uno degli esordi di Giorgia Meloni è stato quello sul “pizzo di Stato”. Si fa finta di ignorare un problema che è di livello mondiale. Non è un caso se il miliardario americano Warren Buffet qualche tempo fa disse che pagava meno tasse della sua cameriera. E se da tempo all’interno del G20 vengono avanzate proposte di tassare i più ricchi parlando, timidamente, di un solo 2% in più. Quelli che, tra l’altro, utilizzano tutti i mezzi per evadere ed eludere, ma finora ogni denuncia è stata inutile. Come quella di quattro anni fa sui famosi “Pandora papers” che ancora una volta scoperchiarono il sistema dei “paradisi fiscali” (CLICCA QUI)
In Italia solo quelli dal reddito fisso e i pensionati coprono ogni mese il carico fiscale necessario a tenere a mala pena questa nostra povera Italia. Metà degli italiani non pagano, in particolare i veri ricchi e i ricchissimi. E questo Governo è in sella per loro. Per non colpire le rendite finanziarie improduttive o impedire – come nel caso dei balneari, ed altre categorie “protette” – che il mercato sia davvero tale e che, soprattutto si faccia entrare nelle casse dello Stato il dovuto da parte di tutti. La destra sociale… Chiacchiere del passato, roba da dimenticare. Ci riflettiamo i ceti popolari che pure i partiti di questa maggioranza li hanno votati.
La necessità di cambiare rotta viene mistificata evocando lo spettro della patrimoniale. Come se qualcuno avesse l’intenzione d’attingere alle tasche di tutti in maniera indiscriminata. Ma così non è perché la proposta è quella di tassare adeguatamente i redditi altissimi. A Giorgia Meloni conviene sempre buttarla in caciara e mai misurarsi con i veri problemi. Che per quanto riguarda il carico fiscale – tra l’altro in ascesa per la metà degli italiani che paga – non possono sempre essere buttati in burletta. Chi di noi è tra quelli che le tasse le pagano e si vedono tagliati i servizi – soprattutto quelli della Sanità – vedono irrisolte carenze gravi, come quelle della mancanza di una politica industriale, della formazione delle nuove generazioni e delle enormi differenze sociali e geografiche del Paese, non hanno più voglia delle battute di spirito.
La sinistra, e colpevolmente, ha dovuto veder vincere il nuovo Sindaco di New York per alzare la voce. Non perché prima non ne parlasse, Ma perché ne ha parlato troppo ma senza definire una seria redistribuzione del carico fiscale ed avviare una inevitabile lotta all’evasione e all’elusione. Ha lasciato correre più del dovuto perché in altro affaccendata. ![]()