INSIEME, nella sua denominazione ufficiale, contempla un puntuale riferimento alla Pace e, con la Pace, alla solidarietà, alla famiglia ed al lavoro.
La petizione che Michela Francesca Di Stefano ha predisposto per il nostro partito in ordine al tema dell’educazione alla pace non è un generico appello, bensì una proposta: di una “offensiva” per la Pace, se così si può dire, senza cadere in contraddizione. Una offensiva “corale”, che sia fatta propria dalle istituzioni centrali e periferiche dello Stato, dal Parlamento alle città ed ai Consigli Comunali.
INSIEME dedica all’argomento i lavori della prossima seduta della sua Segreteria collegiale prevista per lunedì
prossimo.
Non illudiamoci che la pace sia lo stato naturale in cui vive l’umanità. La storia inizia con un fratello che uccide l’altro ed è da Caino, il fratricida, che prende il via l’interminabile genealogia che giunge fino a noi. La pace va seminata, coltivata e, giunta a maturazione, “e-ducata”, cioè raccolta, letteralmente “condotta fuori” dai terreni in cui il seme ha attecchito, là dove non sia stato disperso tra le pietre o sopraffatto dalla gramigna.
E’ stato detto mille volte o lo ribadiamo anche noi: la Pace è molto più che non la semplice assenza dello scontro armato. Perché sia vera dev’essere creativa, capace di costruire armonia nell’interiorità del soggetto, nelle relazioni sociali in cui la persona afferma la propria identità, nei rapporti che si stabiliscono tra le comunità e gli Stati.
La Pace è, dunque, anzitutto un dovere, un onere che ciascuno deve assumere nei confronti di sé stesso e della propria dignità ed è, nel contempo, una costruzione cui la politica incessantemente dedichi la propria fatica.
In un momento di scontro acceso, a tratti furioso e cieco, noi invochiamo che vi sia una tregua, che le parti contrapposte ammettano che vi possa essere un’oasi, uno spazio, si potrebbe dire, “extraterritoriale” rispetto al conflitto quotidiano, nel quale non venga ammessa, per una sorta di tacita comune convenzione, la reciproca delegittimazione della parti, bensì si apra finalmente almeno uno spiraglio di dialettica
E’ questo il senso che ci auguriamo abbia il “Dipartimento per la Pace” (CLICCA QUI) che proponiamo di costituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ci rendiamo conto che la nostra è una proposta ingenua, ma deve pur venire il giorno in cui disarmare gli spiriti.
Politica Insieme