Premessa
Poiché Elly Schlein ha voluto il volto di Tina Anselmi sulla tessera del P.D. per celebrare le radici forti della democrazia italiana, ritengo necessario dimostrare che non si tratta di nostalgia ma di attualità del suo modello di Servizio Sanitario Nazionale che ha avuto il merito storico di aver istituito con legge 833/1978.
A tal fine, il recentissimo Rapporto 2025 Cergas della SDA Bocconi offre un rimedio alla crisi della Sanità completamente diverso, dalla richiesta di maggiori risorse finanziarie che accomuna maggioranza ed opposizione. La denatalità e l’invecchiamento della popolazione rendono necessario abbandonare le narrazioni rassicuranti e assumere il coraggio delle scelte, definendo chi viene prima, con quali servizi e con quale intensità assistenziale
Istituzionalizzato il ricorso all’illusione finanziaria
Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri sulla riforma della sanità all’art.3 “Disposizioni finanziarie “rinvia l’emissione dei previsti Decreti delegati di attuazione alla disponibilità di risorse finanziarie, istituzionalizzando, cosi, la strategia dell’illusione finanziaria, accentuata dal ricorso ai procedimenti burocratico amministrativi del Patto di Stabilita Interno, abolito dal 1 /01/2016 e sostituito con l’equilibrio di bilancio. Di conseguenza sono privi di fondamento sia l’impegno a favore delle strutture sanitarie private non profit e delle strutture pubbliche complesse, sia quello di potenziare l’integrazione ospedale territorio.
In conclusione, questo disegno di legge conferma l’analisi del Rapporto Cergas 2025 sulle narrazioni politiche spesso insufficienti per alimentare politiche realistiche ed efficaci.
Rientrare nel modello Tina Anselmi
L’assunzione di priorità è imposta dal “deragliamento ” del Servizio sanitario dai binari disegnati da Tina Anselmi che, assegnando allo Stato il compito di assicurare l’accesso universale alle cure per tutti i cittadini, ha reso il bisogno di sanita un bisogno pubblico il cui costo deve essere coperto e ripartito con le imposte. La mancata copertura, conseguente all’assenza di priorità, ha determinato il disallineamento risorse/bisogni, causando il dissesto finanziario attuale.
Per affrontare questa crescente tensione tra risorse, bisogni ed aspettative bisogna tener presente la netta scelta del nostro SSN, disegnato da Tina Anselmi come modello Beveridge, sulla convinzione che la scelta collettiva fosse la più efficace nell’allocare risorse (scarse) a fronte di bisogni(infiniti). Il modello universalistico per sua natura esprime un’ampiezza di vedute e una razionalità superiore rispetto alla sommatoria di scelte individuali che caratterizza i sistemi assicurativi (individuali o collettivi), e anche rispetto alle scelte concertate tra stakeholder organizzati che contraddistinguono i rapporti tra mutue sociali ed erogatori, come avviene nel modello Bismark.
Dunque, non si tratta di aumentare le risorse finanziarie ma di rientrare, come proposto dal Rapporto Cergas, nello schema del modello Beveridge assegnato dal legislatore al nostro SSN, superando le difficoltà incontrate nel regolare e rendere possibile la coesistenza dei diversi appezzamenti antagonistici caratterizzanti il bisogno collettivo della sanità. Detto bisogno, sorgendo dalla vita sociale, non è omogeneo essendo rappresentato non da una somma aritmetica ma algebrica. Cioè del bisogno positivo che sentono alcuni che un certo servizio sia prodotto e del bisogno negativo che sentono altri che quel servizio non sia prodotto o lo sia in misura minore.
L’Attaccapanni di Antonio De Caro per rientrare nel Modello Tina Anselmi
La particolare natura del bisogno pubblico ed il suo fisiologico contrasto d’interessi ne rende necessaria una composizione dei contrasti d’interessi per consentire il rientro della gestione della sanita pubblica nella logica del Modello Beveridge.
Ora, la Riforma costituzionale del 2012 ha offerto con la sostenibilità finanziaria la mediazione compositiva di detti contrasti d’interesse necessaria per rientrare nel modello proposto da Tina Anselmi.
Ai nostri fini, il risultato più importante è quello conseguito da Antonio De Caro che, da Presidente ANCI, è riuscito, ricorrendo alla stabilità finanziaria, a realizzare la mediazione compositiva più difficile che esista, quella degli apprezzamenti antagonistici per origine politica e territoriale, esistente tra gli 8000 sindaci. Infatti, è riuscito, con le Assemblee Nazionali dei sindaci di Parma e Bergamo, ad ottenere l’approvazione unanime a respingere la spesa storica per accettare la sostenibilità finanziaria necessaria per realizzare la nuova Pubblica amministrazione “per risultati” in sostituzione della vecchia “per procedure”.
Verifica risultati rientro modello Tina Anselmi
La verifica è rappresentata dal comma 546 della legge n.208/2015 che, ha risolto la duplice perversità gestionale delle strutture ospedaliere a conduzione universitaria, causa delle criticità dei bilanci regionali e di quelli delle università dotate di facoltà di medicina. Il problema è stato risolto informando alla sostenibilità i Protocolli d’intesa Università/Regione, sicché l’abbattimento del più importante spreco ha consentito di reperire le risorse finanziarie necessarie per ottimizzare l’integrazione tra attività ospedaliera ed attività di ricerca e didattica.
Il riferimento alla stabilità finanziaria consente anche di eliminare l’asimmetria tra la responsabilità della spesa sanitaria (in capo alle Regioni) e quella della raccolta del finanziamento (in larghissima parte proveniente dalla fiscalità generale) con inevitabili maggiori sprechi essendo l’attività di spesa regionale del tutto deresponsabilizzata.
Conclusioni
La coniugazione del profilo Aziendale (Rapporto Cergas 2025) del SSN con il profilo di Economia Pubblica ( Modello Finanza Locale di Antonio De Caro) consente di tradurre in termini attuali la logica della legge n,833/1978 voluta da Tina Anselmi, risolvendo i problemi della “Coperta stretta” del SSN.
Antonio Troisi