Il mondo intero è segnato da numerose tensioni e conflitti per questo è necessaria una presa di coscienza netta: la pace non può più essere rimandata, né considerata un’opzione tra le altre. È una priorità assoluta, un dovere morale che interpella ogni coscienza. Le dinamiche in atto sono gravi e rischiano di degenerare ulteriormente, trascinando intere popolazioni in una spirale di violenza sempre più difficile da contenere. Arrestare questa deriva non è solo auspicabile: è urgente e inderogabile. Il disarmo nucleare e il dialogo tra le religioni emergono come strumenti imprescindibili. Non si tratta di ideali astratti, ma di percorsi concreti per disinnescare le tensioni, superare le logiche di contrapposizione e aprire strade autentiche di convivenza pacifica. La storia recente dimostra quanto fragile sia l’equilibrio internazionale e quanto devastanti possano essere le conseguenze dell’assenza di dialogo.

A rendere ancora più stringente questa responsabilità c’è un dato che interpella profondamente le coscienze: la stragrande maggioranza degli arsenali nucleari mondiali è detenuta da Paesi che affondano le proprie radici nell’antica tradizione cristiana. Una contraddizione evidente, che non può essere ignorata. Non è possibile richiamarsi ai valori del Vangelo e, al tempo stesso, accettare la presenza di strumenti di distruzione capaci di annientare l’umanità. Serve coerenza, serve coraggio, serve una scelta chiara.

Tutti siamo chiamati ad agire: per ridurre le tensioni, rilanciare la diplomazia, rispettare senza ambiguità il diritto internazionale e rafforzare gli strumenti di non proliferazione nucleare. Non sono obiettivi secondari, ma condizioni essenziali per garantire un futuro all’umanità. È il momento di superare chiusure, diffidenze e interessi di parte. Occorre avere il coraggio di parlare con una voce chiara e univoca: la pace non è un’illusione irrealizzabile, ma una responsabilità concreta, urgente e non negoziabile.

Giuseppe Rotunno

Pubblicato su www.interris.it

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