Premessa
L’incontro del 30 giugno dedicato al Ministero della Pace ha rappresentato un’importante occasione di confronto politico e culturale.
Dall’analisi del dibattito, integrata con la documentazione pubblicamente disponibile, emerge l’esistenza di due reti nazionali che condividono la necessità di rafforzare istituzionalmente le politiche della pace, ma perseguono
tale obiettivo attraverso strategie differenti.
La prima è la rete promotrice della campagna “Un’altra difesa è possibile”, che ha elaborato un Disegno di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Pace presso la Presidenza del Consiglio. La proposta
introduce importanti innovazioni: il finanziamento attraverso il 6 per mille dell’IRPEF, il Dipartimento quale primo passo verso il futuro Ministero e il deposito del Disegno di legge presso il Senato per garantirne la permanenza
nell’iter parlamentare.
La seconda è la rete coordinata da Laila Simoncelli attraverso la campagna “Ministero della Pace – Una scelta di Governo”, che privilegia una diversa strategia: ottenere l’inserimento del Ministero della Pace nei programmi
elettorali delle principali forze politiche affinché il Governo risultante dalle elezioni lo istituisca all’inizio della legislatura.
Le due reti condividono il medesimo fine ma propongono strumenti diversi. L’incontro ha inoltre evidenziato, anche grazie alla lectio magistralis del professor Stefano Zamagni, che dietro la proposta del Ministero della Pace
convivono differenti concezioni della pace, dello Stato e della politica.
Per il partito INSIEME questo confronto apre una riflessione più ampia, che investe non solo il tema della pace ma anche quello della qualità della nostra democrazia.
Le possibili opzioni politiche
Prima opzione: aderire alla strategia della “Scelta di Governo” Una prima possibilità consiste nell’assumere integralmente la strategia proposta dalla rete coordinata da Laila Simoncelli. Essa mira a ottenere che tutte le principali forze politiche inseriscano il Ministero della Pace nei propri programmi elettorali, affinché il Governo che
nascerà dalle elezioni possa istituirlo immediatamente, eventualmente anche attraverso la nomina di un Ministro senza portafoglio. Questa strategia presenta indubbi elementi di concretezza. Essa, tuttavia, comporta una conseguenza politica che INSIEME ritiene necessario evidenziare.
Nel nostro ordinamento il Governo è espressione della maggioranza parlamentare. Di conseguenza sarà il Governo vincitore delle elezioni a scegliere il Ministro della Pace, a nominare i vertici amministrativi del nuovo dicastero, a definirne le priorità politiche e a caratterizzarne l’identità culturale. È certamente vero, come è stato osservato durante il dibattito, che una volta istituito il Ministero tenderà a permanere anche in presenza di successive alternanze di governo. Resta però il fatto che la sua nascita e la sua prima configurazione politica saranno inevitabilmente riconducibili alla maggioranza che avrà vinto le elezioni.
Seconda opzione: puntare esclusivamente sull’iniziativa legislativa popolare Una seconda possibilità consiste nel concentrare l’azione politica sul disegno di legge di iniziativa popolare promosso dalla campagna “Un’altra difesa è
possibile”. Questa strategia valorizza la partecipazione dei cittadini e rafforza il ruolo della società civile nella formazione delle politiche pubbliche. Occorre tuttavia prendere atto che la storia parlamentare italiana dimostra
come numerosi disegni di legge di iniziativa popolare non abbiano trovato concreta attuazione. Le innovazioni introdotte dall’attuale proposta aumentano certamente le possibilità di successo, ma non eliminano completamente questo rischio.
Terza opzione: una proposta politica autonoma Il partito INSIEME ritiene che nessuna delle due strategie, da sola, sia pienamente coerente con la propria cultura politica. Entrambe, infatti, pur perseguendo finalità condivisibili, finiscono inevitabilmente per muoversi all’interno dell’attuale assetto politico fondato sul bipolarismo.
La prima affida la realizzazione del Ministero al Governo espresso dalla coalizione vincente. La seconda resta comunque affidata alle dinamiche parlamentari prodotte dall’attuale sistema politico.
La posizione di INSIEME
Il partito INSIEME nasce per promuovere una diversa concezione della democrazia. Essa rifiuta il leaderismo, la personalizzazione della politica e la riduzione della vita democratica alla competizione permanente tra due schieramenti contrapposti.
Il bipolarismo italiano non costituisce un dato naturale della democrazia. Esso è il risultato di leggi elettorali maggioritarie che alterano la rappresentanza, comprimono il pluralismo politico e costringono culture politiche differenti ad aggregazioni spesso artificiali. Per questa ragione INSIEME continua a sostenere la necessità di un sistema elettorale integralmente proporzionale, senza premi di maggioranza, senza soglie discriminatorie e senza meccanismi che alterino la corrispondenza tra voti espressi dai cittadini e rappresentanza parlamentare.
La costruzione della pace e la costruzione della democrazia sono due aspetti della medesima visione politica. Non è sufficiente promuovere istituzioni della pace se il sistema politico continua a fondarsi sulla contrapposizione permanente tra due blocchi.
La proposta di INSIEME
Per queste ragioni INSIEME intende collaborare con entrambe le reti che oggi promuovono il rafforzamento istituzionale delle politiche della pace, riconoscendone il valore e l’impegno. Il partito sosterrà tutte le iniziative che favoriscano la nascita di un Ministero della Pace quale istituzione permanente della Repubblica. Allo stesso tempo manterrà la propria piena autonomia politica e culturale, rifiutando ogni identificazione con uno dei due poli politici.
La pace non può essere patrimonio di una maggioranza. Deve appartenere all’intera comunità nazionale.
Un Governo Ombra del pluralismo democratico L’ipotesi di una nuova legge elettorale di carattere maggioritario, come lo “Stabilicum”, rende ancora più urgente una riflessione sul futuro della rappresentanza democratica.
Qualora il sistema elettorale impedisse a significative culture politiche di essere rappresentate in Parlamento, INSIEME ritiene che non sarebbe sufficiente limitarsi alla denuncia di tale situazione. Occorrerebbe costruire nuove forme di partecipazione democratica. Per questo il partito propone di avviare il confronto con altre forze politiche, movimenti civici, associazioni e reti della società civile per dar vita a un Governo Ombra del Pluralismo Democratico.
Non un governo alternativo secondo la logica bipolare. Non un esecutivo in attesa dell’alternanza. Ma un organismo permanente di elaborazione politica, di studio, di proposta e di controllo democratico. Un Governo Ombra composto da personalità competenti nei diversi settori dell’azione pubblica – economia, lavoro, scuola, sanità, ambiente, giustizia, politiche sociali, esteri, pace, autonomie locali – incaricate di elaborare programmi, proposte legislative, rapporti periodici e valutazioni delle politiche pubbliche.
La proposta assume un significato particolare anche rispetto al Ministero della Pace. Se la rete coordinata da Laila Simoncelli propone un Governo Ombra della Pace come possibile strumento nel caso in cui il Ministero non venga istituito, INSIEME ritiene che la riflessione debba essere più ampia. La pace non costituisce infatti un settore separato della vita pubblica. Essa attraversa tutte le politiche dello Stato. Per questo il Governo Ombra del Pluralismo Democratico rappresenterebbe anche il luogo nel quale elaborare una politica della pace capace di orientare l’intera azione pubblica, indipendentemente dagli equilibri parlamentari del
momento.
Iniziative politiche
Per tradurre questa riflessione in un percorso concreto, il partito INSIEME assume fin d’ora due iniziative politiche.
1. Partecipazione all’iniziativa nazionale per il Ministero della Pace
Il partito parteciperà all’evento pubblico che la rete coordinata da Laila Simoncelli intende promuovere nell’autunno-inverno prossimi per presentare alle forze politiche e alla società civile la proposta del Ministero della Pace. La partecipazione a tale iniziativa rappresenterà l’occasione per confermare il sostegno di INSIEME all’istituzione del Ministero della Pace quale istituzione permanente della Repubblica, ribadendo al tempo stesso l’autonomia politica
del partito e la convinzione che la pace debba appartenere all’intera comunità nazionale e non costituire il patrimonio di una sola maggioranza di governo.
2. Convocazione di un incontro nazionale per il Governo Ombra del Pluralismo Democratico. Il partito INSIEME promuoverà inoltre, insieme ad altre forze politiche, movimenti civici, associazioni e personalità del mondo della cultura e del volontariato, un’iniziativa nazionale sul modello dell’incontro del 9 maggio dedicato alla Costituzione europea. Scopo dell’iniziativa sarà avviare pubblicamente il percorso costitutivo del Governo Ombra del Pluralismo Democratico, definendone i principi ispiratori, il metodo di lavoro, gli ambiti di competenza e le modalità di partecipazione. L’obiettivo non è creare un governo alternativo nella logica dell’alternanza bipolare, ma costruire uno strumento permanente di elaborazione politica, di proposta e di controllo democratico, capace di dare voce alle culture politiche che il sistema elettorale rischia di escludere dalla rappresentanza parlamentare. In tal modo INSIEME intende affermare che la qualità della democrazia non dipende esclusivamente dalla presenza nelle istituzioni rappresentative, ma anche dalla capacità della società civile organizzata di elaborare idee, programmi e progetti per il bene comune.
Conclusione
Per INSIEME la costruzione della pace e la riforma della democrazia sono inseparabili. Non può esservi una politica della pace pienamente credibile se essa nasce all’interno di un sistema che riduce il pluralismo democratico e concentra la decisione politica nella contrapposizione tra due poli. Per questo il partito continuerà a battersi contemporaneamente per l’istituzione del Ministero della Pace, per il ritorno a un sistema elettorale integralmente
proporzionale e per la costruzione di nuove forme di partecipazione politica che restituiscano voce a tutte le culture democratiche presenti nel Paese.
Solo una democrazia realmente pluralista può fare della pace non una politica di parte, ma un principio permanente della Repubblica.