Non si tratta di difendere Silvio Berlusconi e di trovare del tutto discutibile la richiesta del Tribunale di Milano di sottoporlo ad una perizia psichiatrica per chissà quali ragioni politiche o per partecipare al diffuso sport nazionale di prendersela per partito preso contro i magistrati, mentre per anni si è fatto il contrario. Con il dovuto rispetto per chi ha deciso una cosa del genere e avrà avuto le sue ragioni formali per pensare di sottoporre il fondatore e il capo di Forza Italia ad un esame il cui esito, però, è già scritto nei fatti. Basta vedere come si sta muovendo politicamente Silvio Berlusconi per capire che è capace pienamente d’intendere e di volere, eccome.

Fiutato adeguatamente il vento si è gettato sulla cosiddetta “maggioranza Ursula”, il riferimento è alla Ursula von der Leyen eletta con un ampio convergere di consensi alla guida della Commissione europea. Critico di Conte e del governo dei 5 Stelle con il Pd non c’ha pensato un minuto, anzi c’avrà lavorato giorni in precedenza perché la cosa si realizzasse, a farsi promotore e paladino del cambio con Mario Draghi.

Berlusconi riesce a dare a d’intendere di credere nell’attuale centrodestra, ma manda al governo per Forza Italia tre ministri che sono i più lontani dalla Giorgia Meloni e da Matteo Salvini. Parla di partito unico del centrodestra, ma poi fa in modo che neppure veda la luce la federazione voluta dal capo della Lega. Sta con i suoi alleati di destra nelle realtà locali, ma poi fa capire di non disdegnare l’impegno in scivolate d’ala con Matteo Renzi.

Sembrava finito ed è sempre al centro di tutto il lavorio politico in corso che riguarda la prospettiva sia del Governo Draghi, sia del futuro assetto del Quirinale. E intanto continua con i suoi rapporti internazionali e  attivamente segue le vicende della cosa a cui tiene di più: Mediaset e l’impero economico che ha messo in piedi e che ha sempre difeso con le unghie e con i denti.