La proposta vuole indirizzare i Comuni Italiani a istituire un “Fondo Comunale di Mutualità Popolare e di ri-partenza economica e sociale delle famiglie e delle imprese, delle arti, delle professioni e di ogni altra attività economica a base territoriale comunale”  al fine di consentire a tutte le soggettività sociali (famiglie e realtà del Terzo Settore) e del mondo produttivo dei lavoratori autonomi e degli imprenditori es. (imprese, artigiani, liberi professionisti) che abbiano base territoriale comunale e siano in crisi economica generata dall’emergenza epidemiologica in atto, di vedere ristorata la propria condizione per poter ripartire e così far ripartire l’economia locale.

Un fondo mutualistico, dove l’ente pubblico territoriale e i cittadini singoli e organizzati, si autosostengono, per superare il grave momento di crisi in atto, ma anche futuri momenti traumatici per l’economia locale o, laddove le condizioni mutino (in tempi non di crisi), per investire sul territorio in iniziative di sviluppo e sostegno all’economia o alle fasce deboli della popolazione.

Lo spirito mutualistico appartiene alla storia del nostro Paese e ha rappresentato nei momenti di crisi lo strumento e il sentimento che ha riscattato intere comunità in momenti di gravi crisi economica, per poi rappresentare un momento di sano sviluppo dell’economia, come il credito cooperativo e la cooperazione hanno dimostrato nel tempo attraversando la storia e qualificando il sistema economico

Tale iniziativa vuole tra l’altro rafforzare il senso di coesione sociale e territoriale del Paese, ripartendo dal campanile comunale e da tutte le forze che il territorio può esprimere nella prossimità: moderne mutue, dal sentimento antico e collaudato, che sostanziano il principio di sussidiarietà circolare, nella collaborazione tra Stato, Terzo Settore e Cittadini, Soggetti Profit)

Il Fondo potrà essere alimentato:

  • Da spese correnti appositamente destinate (stante anche il risparmio ottenuto sull’esercizio 2020 su servizi sospesi a causa dell’emergenza epidemiologica, come ad es. il trasporto scolastico o i servizi di refezione nelle scuole) e/o con risorse anche rivenienti da eventuali piccoli aumenti di tassazione, limitatamente ai redditi superiori a 60.000 euro annui
  • Dalle economie rivenienti dal mancato pagamento delle quote dei capitali dei mutui MEF/CCDDPP
  • Dall’avanzo di amministrazione libero e non vincolato o accantonato dei Comuni (che l’art. 107 del DL 18/2020 dà facoltà di utilizzare per il finanziamento di spese connesse all’emergenza, ferme restando le prescritte priorità legislative)
  • Dalle risorse residue non utilizzate dei “Distretti Urbani del Commercio”, laddove costituiti o costituendi
  • Dalle risorse derivanti dal 5×1000 dell’IRPEF destinato dai cittadini ai Comuni
  • Dai fondi rivenienti dalla raccolta di erogazioni liberali in favore del Fondo stesso, compreso ogni tipo di lascito e donazione
  • Dai fondi (eventuali) a tal uopo destinati dallo Stato o dalle Regioni (ad esempio dalla riprogrammazione dei fondi comunitari)
  • Dal 10% delle risorse destinate al Fondo incentivo funzioni tecniche al personale (D.Lgs. 18.04.2016 n. 50, art. 113 ex D.Lgs. 12.04.2006 n. 163, art. 93, commi 7-bis, 7-ter, 7-quater, 7-quinquies);
  • Dal 10% delle risorse destinate al Fondo incentivo del personale amministrativo (produttività del personale), codice della strada, notifiche atti, recupero evasione, ecc.);
  • Per il solo anno 2020, dal 10% delle risorse derivanti da proventi per il rilascio di permessi di costruire (oneri di urbanizzazione) in estensione di quanto previsto dalle Leggi Regionali in materia (vedi ad esempio la Legge Regionale Puglia 4 febbraio 1994, n. 4 “Norme in materia di edilizia di culto e di utilizzazione degli oneri di urbanizzazione”)
  • Dalle altre risorse che il Regolamento Istitutivo del Fondo prevederà, al pari di ogni altra forma di finanziamento regionale o statale a tal uopo destinato (vedi ad esempio la destinazione delle somme appartenute a soggetti residenti titolari di “rapporti dormienti”, ad oggi destinati per legge allo Stato, pur appartenendo al patrimonio locale dei risparmiatori)

Il Fondo è istituito:

– con Deliberazione del Consiglio Comunale che ne regolamenta il funzionamento e l’Amministrazione, riunito d’urgenza in forma telematica ai sensi del Decreto Cura Italia

– il Regolamento di istitutizione e di funzionamento del Fondo definirà la quota percentuale delle somme da destinare alla ripartenza economica (imprese, artigiani, professionisti, attività economiche in generale) e alla ripartenza sociale (assistenza e beneficienza in favore della popolazione in stato di precarietà economica e sociale), oltre ad ogni norma che regola il riparto dei fondi e la loro destinazione

Il Fondo è destinato:

  • Al riconoscimento in favore di imprese, artigiani, liberi professionisti, attività economiche la cui titolarità ricada sul territorio comunale di contributi a fondo perduto una tantum, ma con obbligo di rendicontazione, teso a consentire ai beneficiari un parziale ristoro della crisi economica patita a causa delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid 19 con la sospensione delle relative attività
  • Al finanziamento delle spese di istruttoria e degli interessi passivi ed altre spese connesse con riferimento ai prestiti concessi/aperture di credito/anticipo fatture/anticipo contributi, effettuati da istituti bancari in favore di imprese, artigiani, liberi professionisti del territorio che abbiano subito perdita di fatturato/reddito ovvero siano in crisi in conseguenza del COVID 19.
  • Al sostegno delle fragilità economiche delle famiglie prese in carico dai servizi sociali

Il Fondo è accompagnato dalla deliberazione di misure di agevolazione fiscale alle attività economiche del territorio, come ad esempio la riduzione della TARI (esenzione totale per i periodi di sospensione delle attività economiche a causa dell’emergenza Covid-19) e la riduzione di ogni altra imposta comprimibile, che la legge consenta di riproporzionare.

La spese rendicontabili possono riguardare a titolo esemplificativo:

  1. Utenze non pagate o pagate ma ricadenti nel periodo di sospensione delle attività di impresa, artigianali, di lavoro autonomo, professionali e per i successivi tre mesi riferiti alla ripartenza delle medesime attività
  2. Canoni di locazione arretrati o pagati ma ricadenti nel periodo di sospensione delle attività di impresa, artigianali, di lavoro autonomo, professionali e per i successivi tre mesi riferiti alla ripartenza delle medesime attività
  3. Canoni di leasing, di assicurazione obbligatoria, noleggio o rate di finanziamento riferiti ad attrezzature e mezzi di produzione e similari, arretrati o pagati, ma ricadenti nel periodo di sospensione delle attività di impresa, artigianali, di lavoro autonomo, professionali e per i successivi tre mesi riferiti alla ripartenza delle medesime attività
  4. Riduzione della TARI per le attività predette per il periodo di non godimento del servizio, senza nessun aggravio per gli altri contribuenti, utenze domestiche o commerciali (grazie al finanziamento delle risorse rivenienti dal Fondo mutualistico comunale)
  5. Interessi passivi e oneri finanziari connessi a finanziamenti bancari concessi nel periodo di sospensione delle attività di impresa, artigianali, di lavoro autonomo, professionali e per i successivi tre mesi riferiti alla ripartenza delle medesime attività.

Il tutto entro il limite massimo complessivo per beneficiario di euro 10.000,00 per attività e comunque entro il limite del 30% del fatturato dell’anno 2019, con la possibile ed espressa previsione di forme di microcredito abbinate a contributi a fondo perduto soggetti comunque a rendicontazione.

Sono esclusi dal beneficio i soggetti:

– con un fatturato dell’anno 2019 superiore a euro 100.000;

– che abbiano giacenze bancarie al 31 marzo 2020 superiori a euro 15.000

– che abbiano un numero di dipendenti superiore a 9

L’attribuzione delle risorse avviene tramite procedura ad evidenza pubblica con obbligo di riproporzionamento alla scadenza del contributo, laddove le risorse fossero non sufficienti a soddisfare tutte le istanze

Il Fondo è amministrato:

  • Da un comitato di gestione presieduto dal Segretario Generale del Comune, dal Responsabile Comunale delle Attività Produttive/SUAP, dal Responsabile Comunale dei Servizi Finanziari, dal Responsabile Comunale dei Servizi Sociali.

 Il Fondo è vigilato:  

  • Da un Comitato di Sorveglianza, composto dai rappresentanti della società civile scelti, in base alle previsioni del Regolamento Istitutivo del fondo, tra le organizzazioni facenti parte del partenariato socio economico del territorio (Organizzazioni Sindacali, Terzo Settore, Associazioni di Categoria) e una rappresentanza di Consiglieri Comunali appartenenti alle forze di maggioranza e di opposizione, oltre al Revisore Unico dell’Ente o al Presidente del Collegio dei Revisori (laddove presente), con funzioni di controllo e indirizzo strategico strategico della gestione del Fondo

Elaborato da Gianluca Budano, Manager Pubblico e Dirigente di primo piano delle Acli, assieme a colleghi professionisti del mondo della Pubblica Amministrazione e del Terzo Settore.