La partita a poker in corso tra Matteo Renzi e il resto della maggioranza che sostiene il Governo Conte 2 può finire a portarci alle elezioni.

In ballo c’è sicuramente l’attivismo dell’uomo di Rignano sull’Arno. Come ha appena scritto Domenico Galbiati a proposito di quelle che ha definito “renziadi”, però, c’è da constatare che, più in generale, “l’attuale governo è ‘il girotondo degli impotenti’ ” ( CLICCA QUI ).

Dietro le quinte, intanto, c’è forse in pieno svolgimento un’accanita battaglia sulle cariche di importanti enti di nomina pubblica giunte alla scadenza. E’ attorno a ciò che l’Esecutivo può salvarsi, oppure cadere?

Noi siamo impegnati da tempo alla costruzione di un “nuovo” soggetto politico d’ispirazione cristiana e popolare per porsi in alternativa radicale all’intero attuale sistema dei partiti che hanno portato tutti il Paese, chi più chi meno,  ad un’autentica situazione di degrado, di rissa continua, d’incertezze.

Siamo consapevoli che una buona parte del mondo cattolico, ma anche di quello fatto di non credenti, ragionevoli e preoccupati, sta attraversando una fase di riscoperta della politica e della sua importanza. Una politica che significhi riassunzione di idee, di progettualità in modo da trasformarsi in risorsa trainante per un Paese che ha bisogno di indovinare e seguire il vento dello sviluppo, della coesione sociale e della vera partecipazione da parte dei cittadini.

Siamo consapevoli che la definizione di una nuova forza politica ha bisogno di maturazione e di tempi sufficientemente  idonei a creare quadri, liste e quell’organizzazione necessaria alla partecipazione a qualsiasi evento elettorale.

Dall’altro lato, le condizioni del Paese richiedono che le attuali forze politiche ritrovino la ragionevolezza e si facciano carico dei complessi problemi che il Paese attraversa, altrimenti è inevitabile trovare il coraggio per chiamare i cittadini a definire la nuova composizione del Parlamento.

E’ una scommessa per tutti, ma essa potrebbe costituire l’unica premessa per l’avvio di una fase di rigenerazione collettiva. Questa è la sostanza del gioco democratico di cui non si dovrebbe avere paura . Ad essa, solo ad essa è necessario ricorrere per andare verso nuovi equilibri.

Dunque, nel caso in cui le vicende delle ultime ore dovessero precipitare tutto sembrerebbe indirizzare verso la strada del chiarimento. Perché l’Italia ha bisogno di un assetto definito che consenta il formarsi di responsabilità precise con cui si sia in grado di confrontarsi veramente e, eventualmente, scontrarsi se necessario.

Renzi, insomma, scelga che cosa vuole fare perché oggi tutto è accettabile, ma non certo il continuare con un tira e molla di cui sfuggono, peraltro, ragionevoli motivazioni e possibili costruttivi sbocchi.

Giancarlo Infante