Successe, a suo tempo, anche al ragionier Fantozzi. Una nuvoletta testarda ed impertinente lo sovrastata ovunque andasse ed ovunque una pioggia pervicace lo irrorava, anche quando appena oltre splendeva il sole.

Può succedere che nella vita vi sia un momento in cui te ne capita una dopo l’altra e la rapida sequenza dei rovesci fa  pensare ad una accidentale malasorte oppure ad un destino beffardo che ti gioca contro. Non è il caso di Salvini.

Noi abbiamo rispetto delle persone, di tutte le persone e non possiamo nascondere un moto di considerazione quando, senza infingimenti, si mostrano, disarmate, per quel che sono, a cominciare dalle loro debolezze…atteso che ciascuno di noi ha le proprie….

Non è Morisi la questione che ci preme porre in evidenza. Morisi è una sorta di sipario che inopinatamente si alza all’improvviso e cambia la prospettiva, muta lo sguardo che vede le stesse cose di prima, eppure mostra una scena in cui si colgono, grazie ad una diversa incidenza della luce, connessioni che ancora non si erano apprezzate. C’è pur sempre, prima o poi, un momento della verità, in cui i nodi vengono al pettine, cosicché Salvini, tolta la maschera del “miles gloriosus”, appare nella declinante immagine della sua pochezza politica.

Non regge il passo della Meloni e non riesce a menare per il naso Berlusconi nel cosiddetto “partito unico” della destra. Gli amici “sovranisti” cominciano a far ridere i polli anche negli altri Paesi europei. Secondo l’antico adagio per cui “can che abbaia non morde”, strepita e straparla, ma poi si accuccia li’ dove Draghi comanda, a cominciare dal “green pass” ed oltre.

L’ Europa gli sta come una lisca di pesce, di traverso, in gola e deve far finta di nulla.  Ora scopre  che anche molti dei suoi ne hanno le tasche piene, al punto che cominciano a dargli sulla voce. E, in effetti, sta diventando una palla di piombo al piede del suo partito.

Domenica rischia di pagare il prezzo di una selezione dei candidati-sindaco, a dir poco mediocre. Insomma, la nuvoletta si addensa ed anziché una pioggerella primaverile potrebbe rilasciare tuoni e grandine, fulmini e saette, come nel più classico dei temporali.

Del resto non era la nuvoletta ad inseguire Fantozzi, ma piuttosto il ragioniere se la trascinava attorno poiché altro non era se non una sorta di condensa dei suoi cattivi pensieri.