Il governo del Regno Unito intende triplicare il numero dei pannelli solari, quadruplicare l’energia prodotta grazie all’eolica prodotta in mare e raddoppiare l’energia eolica terrestre e quella da nucleare. Insomma, un grande progetto per rendersi ulteriormente meno dipendente entro il 2030 dall’estero.

Il primo ministro Boris Johnson punta ad innalzare il livello energetico prodotto dalle centrali nucleari al 25% con un balzo di nove punti rispetto al 16% di oggi.

Sembrano così superati i ritardi con cui finora era stata trattata la pratica relativa all’approvazione della costruzione di nuove sei centrali atomiche, finora bloccata dal Ministero del tesoro.

Il documento ha subito ritardi perché il costo dell’approvazione di almeno sei centrali nucleari come parte di un’espansione della strategia per le energie rinnovabili del Regno Unito è stato dibattuto al Tesoro.

Il tutto si colloca nello scenario indicato dal Governo britannico di ottenere entro il 2035 tutta l’energia di cui c’è necessità da parte del Regno Unito da fonti a basse emissioni di carbonio, se non nulle.

La scelta della produzione di elettricità attraverso la creazione di parchi eolici marini è dettata anche dall’attesa di reazioni negative da parte della popolazione che non ne gradisce la vicinanza così come di ritrovarsi  a vivere in prossimità di centrali nucleari. Negli altri casi il Governo di Londra è pronto a varare piani di compensazioni per i cittadini delle zone che saranno coinvolte nei progetti di costruzione d’impianti destinati alla produzione di energia elettrica.

CV