A rendere complicata l’organizzazione scolastica e tuttora incerta l’attività didattica c’è anche la questione dei docenti Covid che le scuole, con le risorse finanziarie del ministero, possono assumere dalle graduatorie d’istituto per le classi sdoppiate. Nei giorni scorsi dalle scuole era arrivato un altro grido d’allarme: molti docenti Covid non accettavano la supplenza non solo per le stesse ragioni di chi nelle GPS rifiutava la supplenza annuale, ma anche per la precarietà di una eventuale nomina che, in caso di lockdown, poteva essere interrotta di punto in bianco senza diritto di conferma.

In queste ultime ore questo pericolo sembra scongiurato, perché in Senato, in sede di conversione del decreto legge 104/20, cosiddetto ‘agosto’, è stato approvato il seguente emendamento: Art. 32 6-quater. All’articolo 231-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, l’ultimo periodo è sostituito dai seguenti: “In caso di sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale di cui al periodo precedente assicura le prestazioni con le modalità del lavoro agile. A supporto dell’erogazione di tali prestazioni le istituzioni scolastiche possono incrementare la strumentazione entro il limite di spesa complessivo di 10 milioni di euro.

Poiché a giorni la Camera dovrà convertire definitivamente il decreto ormai in scadenza, senza possibilità di apportare ulteriori integrazioni, il rapporto di lavoro dei docenti Covid è salvo e le scuole dovrebbero poter nominare senza ulteriori indugi.

Un altro tassello di questo tormentato inizio d’anno dovrebbe andare a posto.

Resta ancora la precarietà dei banchi in moltissime classi; a Roma, ad esempio, le classi ospitate nelle parrocchie si avvalgono di banchi degli oratori parrocchiali.

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