Il primo maggio di quest’anno, dopo che alzandomi non mi ero accorta di nulla, torno in camera da letto a metà mattina e le vedo. Centinaia, migliaia di formiche che si aggirano alla base della porta-finestra che dà su un balcone che dà a sua volta sul nostro giardinetto. Apro, e ti scorgo una colonna di esserini neri neri che a partire dal basso sale al nostro piano inerpicandosi su un filo esterno attiguo al tubo di scarico dell’acqua piovana.

La colonna si stacca poi dal filo e procedendo sul muro in orizzontale arriva al balcone e da lì alla camera. Che cosa faccio? Prendo la scopa e poi? Mi decido per l’aspirapolvere, lo attacco, e comincio ad aspirare le formichine che si aggirano dappertutto. Continuo per un’ora, sentendomi come Erode (non a caso mi chiamo Francesca) e intanto penso e penso.

Penso che le formiche non hanno chiesto di venire (come avrebbero potuto del resto?) ma non sono convinta. E se fossero umani? Se fossero persone dalla pelle scura che vengono “in casa mia” senza aver chiesto il permesso? Avrei il diritto di respingerle o, cosa che si fa oggi sotto gli occhi compiacenti di tanti, cattolici e no, deportarle?

Deportarle in Ruanda, come fa il primo ministro inglese, o in Albania, come fa la prima ministra italiana? Si tratta di paesi rispettosi dei diritti umani, si afferma da ambo le parti. Come no?! Basta controllare l’indice di corruzione di Transparency International, dove almeno il Ruanda sta al 49 posto (l’Italia al 42) mentre l’Albania si piazza nella 98° (novantottesima) posizione.

L’astuzia del contratto stabilito con un radioso sorriso sulle labbra da Giorgia Meloni e dal suo collega albanese Edi Rama è che nei centri di accoglienza italiani in Albania i migranti in attesa di selezione non potranno allontanarsi perché all’esterno essi saranno presidiati dalla seria e efficiente polizia albanese che li arresterebbe, dal momento che appena ne uscissero entrerebbero illegalmente nel territorio dell’Albania che non è membro dell’Unione Europea.

Capito l’inghippo? E poi in 28 giorni, dice l’accordo, si procederà alla selezione dei migranti stabilendo chi ha diritto all’asilo o all’immigrazione e chi no. I primi verranno avviati in Italia, e gli altri rispediti nei paesi d’origine (!). Credo che sia più facile credere a Babbo Natale, alla Befana e agli Ufo tutti insieme che a questa dichiarazione. E mi viene voglia di usare l’aspirapolvere, distogliendolo dalle formiche, verso le persone che hanno immaginato e realizzato questo piano perverso stile Guantanamo (luogo dove non vigono i diritti dell’uomo), e che invece tanti votano entusiasticamente.

Francesca Rigotti

Pubblicato su www.ildomaniditalia.eu

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