Nel grande contenitore concettuale che va sotto il termine EDUCAZIONE  sono presenti svariate forme di “educazioni” fra le quali abbastanza recente, pur avendo radici lontane, si colloca l’Educazione Finanziaria, intesa sia come forma di educazione permanente rivolta ai cittadini adulti, che come forma di educazione scolastica, rivolta alle giovani generazioni e che deve avere inizio, est modus in rebus, dalla Scuola Primaria, come spiega Enza Autolitano nell’antesignano bel volume “ Parlare di Economia ai Bambini”  – Ed. Sonda, Torino 2000 -;

Non dimentichiamo poi che i prodromi di tale educazione si ebbero con l’economista italiano Matteo Pantaleoni, nel 1924, quando promosse la Giornata del Risparmio, che ancor oggi viene celebrata il  31 dall’ABI e che, nei decenni passati, premiava gli scolari, vincitori di un apposito concorso, con un libretto di risparmio, dotato negli anni ’50 con 500Lire; bella iniziativa,  abbandonata dagli anni in cui si abbassò l’asticella del merito …

Con l’avvento dell’ Euro si sentì la necessità di preparare alla nuova moneta ed a tutte le tematiche inerenti l’uso del denaro, i prodotti bancari e finanziari.

Il 6 Novembre del 2007 un Governatore della Banca d’Italia, Draghi, entrò per la prima volta al Ministero della Pubblica Istruzioni e firmò, col Ministro Fioroni, un memorandum d’intesa ( CLICCA QUI )  per “offrire alle giovani generazioni i princìpi fondamentali di una corretta cultura economica, finanziaria e monetaria“.

Fu avviato rigoroso un progetto sperimentale, che coinvolse  alcune scuole campione  del Veneto, Lazio, Puglia, con la realizzazione di strumenti di comunicazione e di materiale didattico, con  l’attività di verifica dei risultati.  Vennero effettuati stages formativi per in docenti coinvolti  (si tennero nella sede della Banca d’Italia) e i risultati conseguiti,, veramente eccellenti, vennero presentati in un Convegno internazionale Roma.

La partecipazione a questa attività, come dirigente tecnico al Gabinetto del MIUR, ove per la Banca d’Italia operavano Maurizio Trifilidis, Paola Ansuini e Roberta Nanula, fu per me molto positiva.

Dopo questo inizio, veramente promettente, con il cambio di governo e Draghi passato alla BCE cessò questa impostazione operativa e nella Scuola l’educazione finanziaria si è sviluppata a “macchia di leopardo”, sulla base dell’impegno di singoli docenti, poiché al “Centro” , come spesso accade, l’iniziativa fu burocratizzata, certo con ottime intenzioni, con la costituzione, il 3 Agosto 2017, del “Comitato per la Programmazione e il Coordinamento delle Attività di Educazione Finanziaria”. Tale organismo fu costituito  con un D.M. del Ministro dell’Economia e Finanza di concerto con quelli del MIUR e dello Sviluppo Economico: nelle motivazioni declaratorie del DM troviamo che il Comitato ha a disposizione un milione di Euro annui a partire dal 2017 – non è poco – e che i componenti durano in carica tre anni e sono rinnovabili solo una volta. Il Decreto si compone di 3 articoli: il primo di declaratoria istitutiva; il secondo dedicato alla nomina del Direttore del Comitato, nella persona della dr.ssa Annamaria Lusardi; il terzo alla nomina dei componenti.

Nulla dice il DM su cosa il Comitato debba fare di preciso. Nonostante ciò il Comitato si è messo all’opera ed ha assunto, anche nel 2020 ed il 2021, anni della pandemia Covid19,, iniziative positive, come le Olimpiadi di Economia e Finanza ed il Mese dell’Educazione Finanziaria.

Va poi notato, positivamente, che il mondo bancario, tramite l’ABI, ha dato vita alla costituzione della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, organismo qualificato ed agile che assume iniziative proprie  e collabora  con le Istituzioni.

Credo sia, importante fare in modo che tutte le iniziative siano sempre di più e meglio riportate a sistema e che, per quanto riguarda la Scuola, sia intensificata la formazione dei docenti sia nei contenuti che delle metodologie e didattiche..

Al di là di tutto ciò dobbiamo però chiarire bene quale sia la finalità dell’educazione  finanziaria, finalità che certo deve contenere le cognizioni relative ai prodotti bancari e finanziaria ma  che deve avere un teleos – fine – ben più impegnativo: quello di formare  cittadini che comprendano che la finanza, l’economia, il denaro, non sono valori a se stanti  ma che hanno la finalità della solidarietà e dello sviluppo sostenibile.

Economia solidale (mi sembra questa terminologia più omnicomprensiva, ricca di senso e significato,  che non quella di economia circolare o quella di economia verde) e Sviluppo Sostenibile sono, questa è la mia convinzione, un binomio inscindibile per la formazione del cittadino, di un “nuovo” senso civico, che consenta di uscire dalla crisi etica, sociale, economica, di cui la pandemia Covid19 è solo la punta dell’iceberg, nella quale versa la nostra civiltà.

Mi sia consentito di dire che questa prospettiva è quella che persegue, da trenta anni, la Fondazione Sorella Natura.

Passare insomma dalla “finanza etica” all’ “etica nella finanza” , dalla “banca etica” all’ “etica nella banca”.

Una sfida per la quale abbiamo bisogno di una transizione culturale, come giustamente dice Mario Draghi ed alla quale dobbiamo tutti collaborare.

Roberto Leoni