Il Ministro della Giustizia Nordio, ex magistrato, esulta al termine della votazione segreta con cui  il Parlamento ha appena negato alla Procura di Roma l’autorizzazione a utilizzare e acquisire le chat del sottosegretario alla giustizia tra Andrea Delmastro ( ora solo deputato di Fratelli d’Italia) e il ristoratore Mauro Caroccia.

I suoi amici, prima fra tutte la Presidente del Consiglio e poi i giornalisti schierati a prescindere,  hanno sentenziato che così dispone la legge e in particolare la Costituzione .

Dicono che la richiesta della Procura  sarebbe mal formulata perché indeterminata e priva di quella “ selettività “ richiesta dalla Corte Costituzionale ,in particolare, con la sentenza n.170 del 2023  dove afferma che per tutelare la funzione parlamentare l’attività investigativa deve essere circoscritta temporalmente e non esplorativa.

Senonché dal dibattito parlamentare si è appreso che la Giunta per le Autorizzazioni non ha potuto verificare il materiale trasmesso dalla Procura della Repubblica perché secretato, con la conseguenza che solo la maggioranza ha potuto valutare se e in quale misura la richiesta della Procura della Repubblica era  o meno  formulata nel rispetto dei principi enunciati dalla giurisprudenza costituzionale che,va ribadito,  tutelano la funzione e non il privilegio personale.

La ratio dell’art.68 comma 3 della Costituzione risiede nella tutela del parlamentare nello svolgimento del libero ed effettivo esercizio delle sue funzioni; ciò che la norma vuole proteggere è l’attività politica del parlamentare senza che altri poteri dello Stato possano in alcun modo interferire. Si vuole così impedire che i sequestri della corrispondenza (comprese chat private, come WhatsApp -sentenza Corte Cost. 170/2023) vengano utilizzate per condizionare il mandato elettivo.

Adesso, stando così le cose, come si può fondatamente sostenere che i rapporti economici e/o finanziari del Sottosegretario alla GIUSTIZIA (ora solo parlamentare, non indagato )  con una ragazza diciottenne ,figlia di un condannato per reati di mafia ,rientrino nel novero delle funzioni parlamentari e attività politiche ?

E ancora; come avrebbe potuto condizionare il mandato elettivo di Delmastro l’utilizzo della sua corrispondenza  con Mauro Carroccia  posto che la Procura di Roma avrebbe potuto utilizzarla , nel rispetto del principio di pertinenza,  solo per le finalità connesse alle specifiche questioni oggetto dell’indagine in corso?

In conclusione, questa squallida vicenda dimostra ancora una volta in quale considerazione sia tenuto l’altro potere dello Stato, quello giudiziario, dal governo e dalla sua maggioranza parlamentare che sembrano sempre più impegnati ad attuare, a piccoli ma significativi passi,  un progetto autoritario ,sia pur aggiornato, ma  con solide basi nel passato.

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