Nel dicembre 2016 iniziavo la collaborazione con questa rivista con un articolo (QUI) sui bambini: “Il Signore ci giudica attraverso gli angeli dei bambini”.

Ricordai che le ultime preghiere di La Pira furono per i bambini che soffrivano per le violenze. Mi disse in uno dei suoi ultimi giorni: “stamane ho pregato per i bambini, perché nessuno faccia loro violenza e si rispetti la loro libertà, anche intellettuale”. Scrissi che per papa Francesco «il Signore giudica la nostra vita di adulti ascoltando quello che gli riferiscono su di noi, gli angeli dei bambini». Ogni bambino che soffre «è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi adulti abbiamo costruito».

Mai avrei immaginato che la situazione sarebbe ad oggi peggiorata enormemente, che la ferocia umana e il cinismo di alcuni governanti avrebbe raggiunto le più alte vette di ‘cattiveria’, di disumanità e di criminalità. Tra queste la tragedia di GAZA che credo non abbia uguali nella storia, soprattutto per una reazione che è andata oltre ogni ragionevole principio di proporzionalità, mietendo una stragrande maggioranza di vittime innocenti, arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane.

Questi i numeri al maggio scorso per The Guardian di Londra che cita un dossier israeliano: l’83% dei morti di Gaza per i combattimenti sono civili indifesi (non si considerano le ulteriori cause : malnutrizione, malattie, mancanza di cure,ecc.). In quel momento i morti erano 53.000, dei quali solamente 8.900, cioè il 17%, era composto da quelli che erano considerati combattenti contro lo Stato ebraico. Gli israeliani consideravano allora 47.653 i combattenti di Hamas considerati attivi.

A luglio, l’Unicef ha riportato che oltre 18.000 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza. Per UN Women, più di 28.000 donne e ragazze sono state uccise.

Per Oxfam: 62.000 sono i morti (oltre 18.400 sono bambini) e oltre 156.000 i feriti; il 98% dell’acqua non è potabile, oltre il 70% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie sono state distrutte o danneggiate e non vi è carburante per alimentare le stazioni di pompaggio. Oltre 1 milione di persone, tra cui migliaia di bambini, stanno letteralmente morendo di fame, costretti a mangiare piante selvatiche. Si stima infatti che tutti i bambini siano affetti da una condizione di malnutrizione acuta (e sono privi dei beni essenziali, per UNICEF). Per sterminare un popolo, farlo morire di fame è l’arma più economica che ci sia! La situazione sanitaria è al collasso.

Le strade sono invase di rifiuti e liquami, con migliaia i casi di epatite, malattie gastrointestinali e respiratorie registrati nelle ultime settimane.

L’emittente Al Jazeera ha pubblicato la lista integrale dei nomi dei 278 giornalisti uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023, aggiornato al 25 agosto. Vengono uccisi perché non ci siano testimoni.

Per ISPI: secondo analisi indipendenti, oltre il 60% degli edifici a Gaza è stato danneggiato dai bombardamenti e più di un terzo è stato completamente distrutto.

Per l’ONU: 1,9 milioni dei 2,4 milioni di abitanti di Gaza sono sfollati, di cui ca. 1 milione sono i bambini. E si ha il coraggio di parlare di deportarli altrove.

Per Leone XIV: «Tutti i popoli, anche i più piccoli e i più deboli, devono essere rispettati dai potenti nella loro identità e nei loro diritti, in particolare il diritto di vivere nelle proprie terre; e nessuno può costringerli a un esilio forzato». (udienza al “Chagos Refugees Group”, 23 agosto u.s.)

Potrei continuare con ulteriori cifre sulle uccisioni ai posti di distribuzione del cibo (poco perché gli aiuti non entrano). Sulle menzogne del governo israeliano, sulla lunga mancanza di iniziative concrete per evitare il massacro (stop a forniture di armi, sanzioni, boicottaggi. Solo ora ne iniziano alcune, a partire dalla Norvegia). Su una vera e propria anestesia morale nel mondo. Ecc. Ecc. E si badi bene non ho parlato della Cisgiordania!

Dunque, i bambini sono coloro che soffrono di più, addirittura desiderano di morire, piuttosto che sopportare la sofferenza loro provocate da un novello e sanguinario Erode. Un criminale di guerra, sul quale pende un mandato di cattura della Corte di Giustizia Internazionale. Che si accompagna a estremisti religiosi ebraici. Per fortuna cresce però la resistenza in Israele.

«Un numero sempre maggiore di israeliani sta proclamando: non in mio nome», ha commentato di recente Fania Oz-Salzberger, figlia del romanziere simbolo dell’opposizione pacifista, sulla rivista New Republic. In manifestazione, Fania ha sottoscritto l’appello: «Anche i più cocciuti tra i miei concittadini sembrano aprire gli occhi su quello che sta succedendo nella Striscia. È fondamentale che gli amici di Israele all’estero diventino nemici di questo governo».

Osservo, non da solo, che di fatto il governo Netanyahu oggi ha reso impossibile la realizzazione del piano “due popoli, due stati” e ha trasformato la Striscia nell’inferno sulla terra, cosa che alcuni ministri hanno invocato. E non sono ancora soddisfatti!

Israele sa che sta violando le raccomandazioni della Corte Internazionale di giustizia per prevenire l’accusa di genocidio. Gli era stato chiesto di garantire piena assistenza umanitaria ai civili quando le vittime erano 25 mila, ma ora che hanno superato quota 62 mila non l’ha ancora fatto.

In mezzo a tanto orrore ci illuminano di tenerezza e sapienza le esemplari parole-testamento della giornalista palestinese recentemente uccisa, Myriam Abu Dagga, al figlio: “Ghaith, cuore e anima di tua madre, ti chiedo di non piangere per me, ma di pregare per me, così che io possa restare serena”

Che dire: non perdere mai la speranza! Darsi da fare, con fatti e non parole! Si può contribuire a cambiare il mondo (don Milani) da dove uno si trova. Ho sempre sperato nell’amicizia tra i popoli e le religioni. Nel dialogo ad ogni costo. Da giovane ho fatto parte dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Firenze (QUI) e (QUI) e (QUI).

L’associazione si sviluppò anche in Italia, nel 1950, a partire proprio dalla città di Firenze, per iniziativa del sindaco santo. Ricordo gli incontri dei suoi membri, in primis: Il rabbino Belgrado, l’abate di san Miniato Aldinucci, Giorgio La Pira, Fioretta Mazzei, Dino Pieraccioni , Aldo Neppi Modona, Arrigo Levasti, così come il suo Bollettino, che conservo come una reliquia. Che figure splendide! Che persone di pace.

Purtroppo, oggi l’Amicizia a Firenze non mi risulta attiva, come mi pare silente in Italia, e– come fatto concreto visto che non posso parlare con chi comanda nel mondo- mi propongo di attivarmi per vedere se si può riprendere qui e ora il dialogo di amicizia. Proverò a parlarne anche col sindaco e il vescovo.

Carlo Parenti

Pubblicato su www.ilmantellodellagiustizia.it/

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