IlSussidiario.net ha pubblicato l’articolo che segue a firma di Stefano Cingolani per sostenere che “ci sono partite importanti in ambito europeo che il Governo sembra voler giocare su un unico tavolo, con il rischio che qualcosa possa andare storto

MES, PNRR, nuovo Patto, tassi, inflazione, recessione, debito, nomine europee: i problemi s’accumulano, ma Giorgia Meloni ha deciso di prendere tempo. Sul Fondo salva-Stati e salva banche c’è un rinvio di quattro mesi, fino a ottobre, quando si dovrà decidere. Più o meno in quel periodo arriverà a conclusione il confronto sul nuovo Patto di
stabilità e crescita (i famigerati parametri del 3% per il deficit pubblico rispetto al Pil e del 60% per il debito), mentre bisognerà scegliere chi sostituirà Fabio Panetta, nominato governatore della Banca d’Italia, nel Consiglio direttivo della Bce e chi andrà a presiedere la Banca europea degli investimenti per la quale c’è un candidato italiano in
pectore (Daniele Franco) che dovrà vedersela con la danese Margrethe Vestager, la “zarina della concorrenza” vicepresidente della Commissione. Si spera che nel frattempo sia chiaro se e come verrà aggiustato il PNRR e che sia entrata nelle casse dello Stato la quota di 19 miliardi di euro rinviata perché all’Ue non tornano i conti delle spese
programmate. Non basta. A ottobre lo scenario economico sarà diverso da quello che abbiamo visto nella prima metà di quest’anno.

La crescita finora superiore al previsto rallenterà, speriamo non troppo, ma la curva punta ben sotto l’1%, quindi il Governo non potrà vantare un’economia che va meglio delle altre. La recessione tedesca per l’Italia è un guaio, visto l’intreccio strettissimo tra le due economie e le imprese manifatturiere. Aggiungiamo alla nostra geremiade due fattori nient’affatto secondari. La frenata italiana ed europea è conseguenza del rialzo del costo del denaro. (Per la lettura completa dell’articolo CLICCA QUI).

Stefano Cingolani

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