La pace vista dai bambini non è solo un auspicio, è qualcosa di praticabile, concreto, purché ci sia qualcuno che se ne faccia carico. E chi se non i Potenti del mondo ? Coloro che fanno e disfanno le cose del mondo. Che discutono, fanno accordi, organizzano summit e vertici internazionali e poi non riescono a costruirla davvero, la pace.
La parola pace vuol dire molte cose insieme, tutte dentro la coscienza civile, nei sentimenti più profondi dei democratici. La grande stampa non ne parla, ma le Lettere di pace, che a centinaia i bambini stanno inviando ai politici di tutto il mondo, sono il segno di un’energia positiva che va valorizzata.
Un’energia che parte dall’Italia. Le lettere sono l’espressione tangibile della “Flotilla dei bambini” promossa dal Gruppo Educazione alla pace e alla non violenza del Movimento di Cooperazione Educativa. Vi partecipano oltre 40 associazioni aderenti alla Federazione Internazionale dei Movimenti di Scuola Moderna (Fimem). L’iniziativa straordinaria e incisiva andrà avanti fino al termine dell’Anno scolastico, ma la Flotilla sta navigando a gonfie vele. I promotori sono entusiasti. Il progetto ha coinvolto decine di insegnanti, con i docenti diventati educatori per la Pace. Una risposta orgogliosa ai maltrattamenti che subisce la scuola pubblica.
Nelle settimane scorse sono state recapitate lettere anche a Papa Leone XIV e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sarebbe un grande segnale di condivisione della Flotilla dei bambini, se il Presidente Mattarella o Sua Santità Papa Leone, ricevessero una delegazione dei promotori, dei ragazzi e dei docenti. La speranza c’è e ci auguriamo qui che il consenso popolare dell’iniziativa non sfuggirà ai collaboratori delle due Autorità. Intanto, una delegazione è stata ricevuta dal Presidente della CEI, Cardinale Matteo Zuppi. Un incontro significativo, con il Cardinale che ha incoraggiato a proseguire sulla strada delle lettere e della sollecitazione ai Potenti della terra per garantire il diritto di bambini e ragazzi a esprimersi sulla Pace e la Guerra e su tutte le questioni che li riguardano.
L’idea di scrivere le lettere è stata accolta con entusiasmo dagli studenti. Da quando l’iniziativa è partita, poche settimane fa, le scrivanie dei Potenti sono state inondate dalle missive colorate e spontanee, frutto di scrittura collettiva. Gli scritti contengono osservazioni e proposte su come si possa raggiungere la Pace nel mondo.
Gli studenti si sono mostrati all’altezza nel recepire l’invito : “Fermare le guerre non è facile ma abbiamo la possibilità di far sentire la nostra voce; la pace si comincia a costruire a scuola imparando ad ascoltare, parlarsi e risolvere i piccoli conflitti rispettando l’altro. Se i giornali e le TV ne parleranno, allora i politici potranno capire che il futuro che immaginano i bambini e le bambine del mondo si chiama: Pace.
Fino a quando i Potenti potranno ignorare, non leggere queste accorate lettere ? Non osiamo immaginare che le cestinino, perché crediamo nella loro dignità di uomini investiti di pubblici poteri.
Attraverso la didattica democratica e cooperativa- spiegano i promotori della Flotilla- nelle classi si discute, ci si confronta, si analizzano e approfondiscono questioni di vita vera. Sì, perché anche le guerre sono vita vera.
Nunzio Ingiusto