Una nuova e durissima relazione della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira e ucciso bambini palestinesi, configurando genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza, e crimini di guerra anche in Cisgiordania.
La Commissione — istituita dal Consiglio ONU per i Diritti Umani nel 2021 — ha analizzato le violazioni contro i minori palestinesi dall’inizio della guerra su Gaza nell’ottobre 2023 fino al periodo successivo al cessate il fuoco del 2025.
Bambini come bersaglio: il dato più drammatico
Secondo il rapporto:
- circa il 30% delle vittime a Gaza sono bambini;
- oltre 50.000 minori sono stati uccisi o feriti dall’inizio della guerra (dati UNICEF);
- un bambino palestinese è stato ucciso ogni giorno, in media, anche dopo il cessate il fuoco.
La Commissione afferma che “le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane”.
Attacchi a neonati, maternità e futuro demografico
Il rapporto documenta attacchi contro:
- reparti maternità,
- centri neonatali,
- strutture ostetriche.
Questi attacchi hanno:
- messo a rischio la sopravvivenza dei neonati,
- aumentato aborti spontanei,
- provocato malformazioni,
- compromesso la capacità riproduttiva della popolazione palestinese.
La Commissione sottolinea che tali azioni rientrano tra gli atti proibiti dalla Convenzione sul Genocidio del 1948.
Blocco degli aiuti e fame come arma
Il blocco degli aiuti imposto da Israele nel 2024 ha avuto effetti devastanti sui bambini:
- morti per fame,
- diffusione di malattie,
- crollo delle vaccinazioni,
- collasso dei servizi sanitari.
La fame e le condizioni di vita imposte sono considerate dalla Commissione come atti idonei a distruggere un gruppo umano “in tutto o in parte”, un altro elemento che rientra nella definizione giuridica di genocidio.
Arresti, torture e abusi sessuali
Il rapporto documenta:
- arresti arbitrari di minori,
- torture fisiche e psicologiche,
- abusi sessuali,
- ispezioni degradanti,
- detenzioni senza processo (oltre la metà dei minori detenuti).
Cisgiordania: orfanotrofi e scuole distrutti
Oltre a Gaza, la Commissione denuncia:
- distruzione di orfanotrofi,
- demolizione di scuole,
- attacchi a strutture educative.
Questi atti compromettono lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei minori palestinesi.
Genocidio: quattro dei cinque atti previsti dalla Convenzione
La Commissione ONU ribadisce che Israele ha compiuto quattro dei cinque atti che definiscono il genocidio:
- uccisione di membri del gruppo;
- gravi danni fisici e mentali;
- imposizione di condizioni di vita intese a distruggere il gruppo;
- misure per impedire le nascite.
La conclusione della Commissione
Il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, afferma: “Anche se le armi tacessero oggi, i bambini palestinesi non guarirebbero dall’oggi al domani.” E aggiunge: “Colpendo i bambini, Israele colpisce la capacità stessa del popolo palestinese di esistere e determinare il proprio futuro.”
La risposta di Israele
La missione israeliana a Ginevra ha respinto il rapporto definendolo:
- “diffamatorio”,
- “di parte”,
- “una farsa”.
Israele sostiene che il documento ignori “le tattiche brutali di Hamas” e ribadisce che “ogni bambino merita protezione”.