Trovo di estremo interesse quanto scritto su queste pagine da Lorenzo Dellai, l’altro ieri (CLICCA QUI), e da Domenico Galbiati, ieri (CLICCA QUI),  circa la questione di cui non intravediamo una facile soluzione: la formazione di una nuova forza politica che riequilibri l’alleanza di Centrosinistra ora spostata su posizioni radicali, lontane dalla sensibilità del mondo centrista, sia laico che cattolico. C’è bisogno di una convergenza di componenti oggi disgiunte, ancora prive di un progetto alla Von Moltke per «marciare divisi, colpire uniti».

Mi riferisco a diversi gruppi di ispirazione popolare come Insieme, ai tentativi di aggregazione di liste civiche portato avanti da Demos con Rete Civica Solidale, all’iniziativa di Ernesto Ruffini dei “Comitati + Uno” e alla recente azione di Alessandro Onorato con il lancio di “Progetto Civico Italia”. Senza dimenticare che nella stessa area insiste la Casa Riformista proposta da Matteo Renzi.

Una convergenza che va costruita, a mio avviso, a partire da alcune proposte programmatiche innovative che affrontino i problemi cruciali di questo momento storico nel nostro paese. Proposte che siano incisive, qualificanti, oserei dire identitarie.

Ecco perché trovo stimolante l’indicazione di Galbiati di prendere come asse portante del programma i “diritti sociali”, come emerso nel recente documento congressuale di Insieme. Serve sviluppare una politica organica, finalizzata a riassorbire le profonde diseguaglianze sociali che solcano il Paese. È un formidabile punto di partenza. Basti pensare che in Italia ci sono circa due milioni di anziani che vivono soli, con meno di mille euro di pensione. Questo asse portante va declinato in proposte concrete. Mi permetto di suggerirne tre.

Sicurezza e Solidarietà. Il problema della sicurezza è uno dei cavalli di battaglia della destra in Italia e nel mondo e su questo la sinistra dimostra una timidezza imbarazzante. Il problema della sicurezza va affrontato con coraggio e con idee chiare. È un tema molto sentito a tutti i livelli. Bisogna certamente contrapporre alla destra che la sicurezza non si risolve solo con misure repressive, che pure ci vogliono, ma è indispensabile ribadire che la sicurezza si garantisce colpendo le cause del malessere sociale. Se si lascia la gente per strada, senza una casa, senza un lavoro, senza la “frequenza obbligatoria” di corsi di lingua italiana per gli immigrati, non ci si meravigli poi se molti delinquono, si dedicano ai furti, sono coinvolti nello spaccio e dalla criminalità. Per questo bisogna associare alla Sicurezza la Solidarietà, proporre un coordinamento tra la Forza pubblica e i Sevizi sociali, per conoscere le situazioni di marginalità e intervenire in modo adeguato.

Politica fiscale. Siccome “non si fanno le nozze con i fichi secchi”, è un po’ monotono ripetere l’elenco degli investimenti di cui ci sarebbe bisogno, per la sanità, la scuola, per l’industria per evitare la fuga dei giovani, senza individuare la modalità di reperimento delle risorse. Per cui serve una politica fiscale che contrasti realmente l’evasione fiscale: negli USA si scarica anche l’ultimo scontrino. In Italia non si è mai riusciti nemmeno a iniziare un percorso di questo tipo bollandolo come non realizzabile. Superare il nero non è solo un modo per reperire risorse: è realizzare un’autentica giustizia sociale.

Partecipazione civica diffusa. Un altro programma caratteristico, in linea con la tradizione delle autonomie e del pre-politico, tipici del pensiero popolare, da Sturzo in poi, è la valorizzazione dell’associazionismo nel governo del territorio; se è vero che le istituzioni sono sempre più in difficoltà nella gestione delle richieste crescenti della società civile, l’appello al “governo con i cittadini” può essere una efficace parola d’ordine di una forza politica democratica, popolare, solidaristica. A Udine stiamo sperimentando i “Consigli di Quartieri Partecipati” composti da rappresentanti delle associazioni in una logica di “democrazia associativa”. Abbiamo attivato la Sicurezza Partecipata con il coinvolgimento dei cittadini grazie ad un protocollo con la Prefettura. Stiamo attivando iniziative di “welfare generativo” coinvolgendo organizzazioni e cittadini. L’orizzonte di riferimento è quello di un riformismo comunitario.

Alberto Felice De Toni

 

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