Può avere senso parlare di felicità nei momenti difficili (eufemismo) che stiamo vivendo? Ci stiamo confrontando con scenari di guerra sempre più drammatici e, in prospettiva, con una crisi energetica altrettanto drammatica. Ma forse è proprio per queste ragioni che possiamo cercare conforto nell’utopia. D’altra parte è stato il grande Carlin Petrini ad affermare che:” Chi semina utopia raccoglie realtà”.

A farci sognare un mondo migliore è stato il Sindaco di Udine “Città Felice”, Alberto Felice (!) De Toni: dall’alto della sua esperienza positiva ad Udine, città al primo posto per vivibilità in Italia, ha fatto un intervento molto concreto alla “Leopolda” di Renzi (CLICCA QUI)

Tra le tante sue affermazioni, confortate dai suoi risultati sul campo, voglio riportare una battuta che mi è piaciuta:” Martin Luther King, nel suo famosissimo discorso, ha parlato di un sogno, non di un piano quinquennale!”. Ci ha poi ricordato che il suo sogno, ovvero il “diritto al conseguimento della felicità”, è già inserito nella “Dichiarazione d’Indipendenza” degli Stati Uniti, ma che la primogenitura della felice intuizione è di due grandi italiani, Antonio Genovesi e Ludovico Antonio Muratori.

Riporto allora una sua dichiarazione con una sintesi della sua visione:” Io sono e rimango indipendente. Sono stato da Più Uno di Ernesto Ruffini, da Rete Civica Solidale di Paolo Ciani, da Piattaforma Popolare di Giuseppe Fioroni, da Base Popolare di Giuseppe De Mita, da Campobase di Lorenzo Dellai, da Rete di Trieste di Francesco Russo, da Insieme di Domenico Galbiati e infine da Casa Riformista di Matteo Renzi. Invano invoco convergenza e unità dei Riformisti sulla base anche della Dottrina Sociale della Chiesa.

Porto avanti uno schema molto semplice: 1. sistema di valori fondati sul bene comune di ispirazione cristiana; 2. paradigma del riformismo comunitario fondato su sussidiarietà, partecipazione, welfare generativo ed economia civile; 3. Visione della Felicità Pubblica in un quadro europeo da Europa Felice come stella polare.

Come un bravo skipper sono dotato di una barca e vele robuste (valori di ispirazione cristiana), carte nautiche aggiornate (paradigma politico del riformismo comunitario arricchito dalla dottrina sociale della chiesa); bussola che punta sul nord ovvero sulla stella polare della Felicità Pubblica per una Europa Felice”.

Mi sembra quindi che De Toni abbia tutte le carte in regola per essere un importante punto di riferimento nazionale e poter così ambire a riunificare un Centro che possa risultare vincente: felicità pubblica, riformismo comunitario, democrazia associativa, sicurezza partecipata, intelligenza distribuita, etc. costituiscono un insieme di categorie che stanno portando qualche lampo di novità nel lessico e nei contenuti della politica. Cosa vogliamo di più?

Massimo Brundisini

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