Il poliedro della verità
Papa Leone, nella “Magnifica Humanitas”, ricorre alla metafora del “poliedro, una figura dalle molte facce”, per affermare come, da queste, la verità del Vangelo si rifletta “da angolature diverse”, sulla pluralità delle cose. È possibile che anche la politica sia una faccia del poliedro, almeno talvolta capace di proiettare la luce e la verità del Vangelo sul mondo? Può rivendicare un rapporto con la verità oppure è condannata al limbo delle opinioni o all’inferno delle controversie incomponibili? È irrevocabilmente votata a una lettura sostanzialmente cinica dell’ordine degli eventi?
Comandare è servire
A queste domande mi sembra abbia risposto il mio parroco nell’omelia di domenica scorsa, quando, alludendo agli avvenimenti di Ceuta e a quel che ne è seguito, pur con discrezione pastorale, ha affermato che “comandare è servire”. Forse che, in fondo, stia tutta qui la verità della politica? Detto altrimenti, il potere è autentico e “vero”, cioè si attiene alla sua funzione propria e vi corrisponde correttamente, senza sbavature, senza esondare dai suoi limiti, solo quando a legittimarlo è l’attitudine a “servire”. Servire chi e che cosa se non la dignità incontrovertibile della persona?
Il valore della persona
Quanto più i temi e gli argomenti di cui la politica deve farsi carico si ampliano, si diversificano, si sovrappongono e si imbrogliano gli uni negli altri, tanto più, per cogliere il nodo da cui tutti si dipartono a ventaglio, cercando in tal modo di vederne il concerto, è necessario andare fino in fondo, fino all’istanza ultima delle questioni in gioco. Cioè, al valore ontologico, originario e irriducibile della persona.
Dopo le ideologie
Le vecchie ideologie tardo-ottocentesche hanno lasciato libero il campo. Libero e disadorno, arido e solcato da solchi profondi, privo di sentieri e di vie che alludano a un nuovo approdo sicuro, a un ordine sensato delle cose del mondo. Che sia capace di rassicurare, ricreare fiducia, promuovere attese e speranze di un domani più equanime e più giusto.
La verità della politica
La verità della politica si dispone e si articola su più piani. Tutti parziali e nessuno esaustivo. Sulla libertà interiore di chi la esercita, sull’oggettività delle valutazioni, sulla coerenza agli assunti da cui una determinata cultura politica prende le mosse. Soprattutto concerne la sua capacità di non scivolare giù per la china di un empirismo sgranato, ma di dar conto di una concezione dell’uomo, della vita e della storia che corrisponda alla comprensione e alla consapevolezza di sé che l’umanità costantemente verifica e ripropone.
Verso una rifondazione antropologica
È in questa cornice che pensiamo sia necessario affrontare un processo di “rifondazione antropologica” di cui ogni cultura politica, sia pure storicamente consolidata, dovrebbe darsi carico.
Domenico Galbiati