E’ ovvio che gli Italiani non abbiano il minimo interesse a perdere tempo con le complicatissime alchimie delle leggi elettorali escogitate dalle èlites per mantenersi la poltrona, whatever it takes. E’ un disinteresse che piace alle èlites politiche che preferiscono un cittadino comune che sia tenuto all’oscuro degli arcana imperii. Le anomalie della vigente legge elettorale sono infatti inquietanti, ma ben nascoste entro un labirinto in cui vale la pena entrare per scoprire il mostro nascosto al suo centro.
Tutti dovremmo sapere che l’articolo 48 della Costituzione stabilisce che il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Certo, nessun sistema elettorale, tanto meno quelli maggioritari, può garantire un equilibrio perfetto tra distribuzione dei voti e distribuzione dei seggi. Può succedere che in un sistema maggioritario la parte che governa abbia meno voti della parte che fa l’opposizione. Lo squilibrio eventuale dipenderà dalla distribuzione dei voti sul territorio, dalla distribuzione geografica dei collegi elettorali, cioè da un fattore contingente, non da una alterazione programmata che attribuisca peso disuguale a voti diversi. Tutti i voti avranno sempre però la eguale efficacia potenziale.
Ma nessun sistema elettorale di una democrazia, suppongo, produce la spaventosa anomalia dell’attuale sistema italiano, rispetto al principio di eguaglianza. Se sono corretti i calcoli sulle elezioni del 25 settembre 2022 comparsi in un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano secondo cui per eleggere un rappresentante dei partiti di governo ci vogliono 52.341 elettori in media, mentre per un rappresentante dei partiti di opposizione 93.827 elettori con uno scarto del 79,3% , ciò vuol dire che il voto di un elettore dell’opposizione pesa meno della metà del voto dell’elettore della coalizione vincente ( Giuliano Bastianello, La mia proposta per una legge elettorale neutra e rispettosa di democrazia e Costituzione, 3 giugno 2026).
Uno strano “miracolo”, valido solo per la parte “vincente”! Un voto che “pesa” quasi il doppio di un altro, come una moneta seminata nel Campo dei Miracoli. Il tutto rispettando le leggi. Come è possibile? Semplicissimo. Con un tocco “geniale” è stata cambiata una essenziale disposizione del vecchio e saggio Mattarellum. Si tratta del “voto unico congiunto” senza lo “scorporo”, non più previsto dal Rosatellum-bis, che consente ad alcuni voti di contare due volte. Il nostro sistema misto proporzionale-maggioritario consente all’elettore di eleggere, con un unico voto, due rappresentanti, uno nel maggioritario e uno nel proporzionale, facendo in modo che il singolo voto, che conta in entrambi i campi della rappresentanza, per gli elettori del candidato vincente nel collegio uninominale, che hanno già espresso la loto capacità rappresentativa, sia contato una seconda volta nel sistema proporzionale, finendo così per avere un peso maggiore rispetto a quello dei candidati perdenti nei collegi uninominali, il cui voto pesa una volta soltanto. Un vero “premio di maggioranza” non dichiarato
E’ però un sistema che introduce comunque un elemento che rende impossibile quasi matematicamente il “pareggio” tra le due coalizioni. Ma allora perché introdurre un “premio di maggioranza” dichiarato con lo STABILICUM? Il Rosatellum bis ha garantito una solidissima maggioranza al governo in carica che può vantare una straordinaria stabilità di potere. Forse perché i sondaggi mostrano che stavolta il meccanismo della “lievitazione dei voti” utilizzando i collegi uninominali non favorisce la maggioranza di governo, che infatti propone di eliminarli ? O forse perché si vuole incorporare in una legge il principio incostituzionale della disuguaglianza di peso tra i voti con modalità adeguate a favorire la maggioranza di governo, a qualsiasi campo politico essa appartenga ? Purtroppo altri aspetti dello STABILICUM fanno temere questa prospettiva: in competizioni in cui l’immagine-conta più dei programmi, ’indicazione del futuro premier sulla scheda non può che favorire la parte politica che dispone di candidati rivestiti del “potere di immagine” che magari proviene dalla presenza mediatizzata nell’arena internazionale. La sfida elettorale finirebbe per essere una competizione tra un blocco compatto di governo – di Destra o di Sinistra- e forze disunite di opposizione. Un sistema già sperimentato tra le due guerre mondiali nei regimi autoritari dell’est europeo.
La stabilità, come la rappresentanza, è un valore essenziale. Ma la stabilità dell’azione di governo, non quella del puro potere, che magari si muove nelle direzioni dettate da altri poteri in UE o fuori dell’ UE, cui i cittadini mai posso chiedere alcun conto. Oggi però ciò che manca in Italia è la vera rappresentanza, il voto libero ed eguale. Se dovesse valere lo STABILICUM, risparmiamoci almeno le lacrime di coccodrillo sulla disaffezione dei votanti. E risparmiamoci anche gli omaggi alla Costituzione.
Umberto Baldocchi