La figlia primogenita della Chiesa
La Francia – “figlia primogenita della Chiesa” dal battesimo di Clodoveo – ha accolto a braccia spalancate Papa Leone. Da Place de la Concorde a Massabielle, il Pontefice “americano” è penetrato, a pieno titolo, nel cuore dell’identità storica, ideale e culturale dell’Europa, riannodando due versanti della vicenda di un Paese che, come nessun altro, negli ultimi secoli, con gli eventi che l’hanno attraversato e con i suoi intellettuali, ha dato un concorso fondamentale al confronto tra la ragione e la fede.
Fides et ratio
“Fides et ratio”: il tema nodale, oggi più attuale e vivo che mai, posto da Giovanni Paolo II e ripreso, sempre a Parigi, quasi vent’anni fa, da Papa Benedetto al Collège des Bernardins. Si direbbe l’invito a una lettura della laïcité – che resta pur sempre l’anima profonda della Francia – non fondata sulla contrapposizione pregiudiziale tra scienza e fede, anzi capace di una conciliazione, di cui sono testimonianza le decine di migliaia di battesimi richiesti prevalentemente da giovani adulti.
La ricerca di Dio
Non c’è contraddizione nel percorso intrapreso da Papa Leone tra l’alta cultura dei pensatori credenti che ha incontrato all’Institut Catholique e la fede semplice di Bernadette Soubirous. Si tratta, pur sempre, di “ricercare Dio”, perché – ha ribadito Papa Leone – “l’essere umano non può vivere senza senso”. Il Pontefice, discepolo di Agostino, ci ricorda, sulla scorta del suo maestro, che “il nostro cuore è inquieto finché non trova compimento, pace e riposo in Dio”.
L’inquietudine dei giovani
È l’inquietudine che oggi sospinge decine e decine di migliaia di giovani francesi non più verso la disperazione, bensì verso l’attesa di un valore che riempia la vita. Non siamo, non siamo ancora a un’inversione di rotta della cultura diffusa del nostro continente, eppure comprendiamo come sia possibile sperarlo.
Domenico Galbiati