Cambia il tono dell’informazione quando la cronaca si intreccia con la politica, e il caso Ranucci ne è l’esempio più recente. Al momento sappiamo che il giornalista è stato vittima di un brutto attentato, che solo per caso non ha provocato vittime, ma ha danneggiato la sua casa e alcune vetture di famiglia. Il resto, per ora, è un insieme di speculazioni giornalistiche.

La stampa “governativa” ha subito approfittato dell’episodio per costruire quelli che, al momento, appaiono veri e propri castelli in aria. Ranucci ha confermato di essere diventato amico di Lavitola, indicato dagli inquirenti come possibile mandante dell’attentato, dopo aver condotto con Report alcune inchieste su di lui. Ne avrebbe tratto vantaggi in termini di informazioni e soffiate? E perché no! O si pensa che i giornalisti frequentino le Orsoline? Chi si occupa di affari inevitabilmente si imbatte in affaristi; chi indaga sulla mafia potrebbe interloquire con mafiosi. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Ora, la destra ha colto l’occasione per trasformare Ranucci nel “criminale”. La stessa destra e gli stessi giornali che per anni ci hanno fatto ingoiare la Santanché e le sue vicende giudiziarie, il sottosegretario Delmastro, la sparatoria di Pozzolo e qualche condannato che siede persino sui banchi del governo e del Parlamento. Tutto all’insegna del famoso “garantismo” che evidentemente funziona in maniera unidirezionale: garantista per sé e per gli amici, spietato Robespierre per gli altri.

Con un’aggravante: Ranucci continua a essere la parte lesa e non dovrebbe, al momento, giustificarsi di nulla. Si spiega questa gazzarra – e il “cannibalismo” ormai praticato spesso tra gli appartenenti alla categoria dei giornalisti – solo con lo scontro politico esacerbato dall’avvicinamento alle politiche del 2027.

In questo quadro spicca la “perla” della Rai che, per “precauzione” – ma di che? – ha deciso di sospendere alcune repliche di Report molto imbarazzanti per la maggioranza e gli ambienti ad essa vicini. Ce ne faremo una ragione, in attesa che gli inquirenti facciano piena luce su una vicenda che, però, sembra già molto chiara: si tratta solo di definirla giudiziariamente.

E, ovviamente, in attesa di sentire gli amici e le amiche di Meloni lamentarsi se qualcuno di loro verrà messo alla berlina per casi imbarazzanti, e li scopriremo nuovamente “garantisti”.

GI

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