Si avvicina la scadenza del Pnrr con cui è stato anche finanziato il programma GOL per rafforzare le politiche attive del lavoro
La scadenza del 30 giugno 2026 per l’impiego dei fondi europei del Next Generation Eu (Pnrr) consente di fare un primo bilancio sugli esiti del programma GOL (Garanzia occupabilità dei lavoratori) e dell’impiego degli oltre 5 miliardi di euro che hanno raddoppiato l’importo delle risorse disponibili per rafforzare le politiche attive del lavoro (di seguito Pal).
Gli obiettivi del programma, convenuti dalle Autorità governative e dalle Regioni con la Commissione europea, erano ambiziosi: la promozione di misure per favorire l’inserimento lavorativo per almeno 3 milioni di disoccupati, percettori di sostegno al reddito e soggetti fragili; il coinvolgimento di 800 mila in percorsi formativi e, tra questi almeno 300 mila per rafforzare le competenze digitali.
La partecipazione alle misure delle Pal (orientamento e accompagnamento al lavoro, formazione, tirocini, autoimpiego, lavori socialmente utili) ha tenuto conto delle caratteristiche storiche dei disoccupati e della loro vicinanza al mercato del lavoro, sulla base di 5 percorsi differenziati: reinserimento lavorativo, adeguamento o riconversione delle competenze, inclusione sociale per le persone fragili, la ricollocazione collettiva conseguente a crisi aziendali. La presa in carico e la definizione dei progetti personalizzati per la partecipazione alle misure è stata affidata al personale dei Centri pubblici per l’impiego (Cpi) e attuata con il concorso dei soggetti privati accreditati (Agenzie per il lavoro, enti di formazione, consulenti del lavoro, ecc.).
Il programma è stato dotato di una struttura di coordinamento permanente tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e le Regioni, di modalità condivise per il monitoraggio e la valutazione delle misure e degli esiti occupazionali. Il programma GOL è stato affiancato da un intervento specifico per potenziare il personale e la dotazione di strumenti di supporto dei Centri pubblici per l’impiego e per assicurare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep).
Gli esiti occupazionali dei beneficiari delle misure nei dodici mesi successivi alla presentazione il carico, stimati dal Sistema delle Comunicazioni obbligatorie sulle attivazioni dei nuovi rapporti di lavoro, evidenziano un tasso di occupazione del 50,6%, equivalente a circa 1,450 milioni di occupati, il 62% dei quali a tempo indeterminato. Con con valori superiori alla media per i percettori delle indennità di sostegno al reddito per mancanza di lavoro (Naspi) con precedenti esperienze lavorative.
La distribuzione territoriale dei risultati evidenzia delle differenze significative per la partecipazione alle misure e sugli esiti occupazionali, derivanti dalle caratteristiche dei mercati del lavoro locali e dalla solidità dei Cpi e della collaborazione con i soggetti privati accreditati. Gli indicatori utilizzati per il monitoraggio delle misure non consentono di valutare l’efficacia occupazionale delle stesse, per la forte disomogeneità dei modelli regionali di impiego delle risorse e dei percorsi di inserimento lavorativo. Tuttavia, i riscontri disponibili confermano una mobilitazione senza precedenti, di mezzi finanziari e di attori pubblici e privati accreditati (533 Cpi e 3.515 Agenzie per il lavoro) che, con diverse intensità, hanno riguardato l’intero territorio nazionale.
La crescita dell’occupazione negli anni successivi (+1,1 milioni posti di rispetto al 2019 e il contemporaneo dimezzamento del numero dei disoccupati), ha favorito una dinamica positiva del mercato del lavoro, con conseguenze positive per i segmenti della popolazione attiva e dei territori attenzionati prioritariamente dal programma GOL.
La collaborazione tra il ministero del Lavoro e le Regioni ha consentito di rafforzare alcuni assi paralleli di intervento: i fondi per le nuove competenze; l’utilizzo della piattaforma digitale (Siisl) e di altri strumenti messi in campo per facilitare l’incontro tra la domanda e offerta di lavoro e per potenziare le offerte formative; l’incremento delle forme di collaborazione tra operatori pubblici e privati; la revisione degli incentivi per le assunzioni dei disoccupati che hanno favorito un’accelerazione dei programmi delle Pal rimediando le criticità emerse nel primo biennio di attuazione.
L’eredità positiva del programma GOL può essere sintetizzata: nel recupero di una solida collaborazione tra lo Stato e le Regioni, dopo due decenni caratterizzati dai conflitti di competenze sulle Pal; nella sperimentazione di modelli integrati di politiche passive e attive del lavoro che hanno attenzionato le misure rivolte a facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro territoriale; il pieno riconoscimento della funzione positiva dei soggetti accreditati privati in affiancamento del ruolo dei Cpi.
Nel frattempo, nei 5 anni di vigenza del programma, la domanda di lavoro delle imprese che non ha riscontrato lavoratori disponibili è aumentata di circa 20 punti (dal 26% al 45% del totale) evidenziando una serie di criticità che possono comportare conseguenze letali per il futuro del nostro mercato del lavoro. L’esaurimento delle risorse europee del Pnrr pone seri interrogativi sulla sostenibilità futura delle misure finanziate con risorse straordinarie.
La riduzione demografica della popolazione in età di lavoro prevista per i prossimi 10 anni e l’impatto delle nuove tecnologie sulle organizzazioni del lavoro e sulle professioni rischiano di far esplodere il mismatch tra la domanda e offerta di lavoro verso livelli incompatibili con l’esigenza di garantire la crescita della popolazione lavorativa.
L’obiettivo di ridurre le asimmetrie tra la domanda e l’offerta di lavoro generate dalle dinamiche spontanee del mercato del lavoro è un’esigenza strutturale del mercato del lavoro che non può essere ridotta a obiettivi di progetto che orientano l’utilizzo delle risorse per la finalità congiunturale della rendicontazione della spesa.
Il primo intervento necessario è quello di allargare l’orizzonte delle Paò alle dinamiche della domanda e offerta di lavoro (alternanza tra percorsi formativi e lavoro, migrazioni, turnover della Pubblica amministrazione, conciliazione tra i carichi familiari e il lavoro) e per personalizzare i fabbisogni di intervento in relazione alle caratteristiche di età, di genere e di territorio, che avranno un peso determinante sulla generazione della quantità e della qualità dell’occupazione futura. Buona parte delle criticità ereditate dal passato sono motivate dal mancato impatto produttivo della spesa pubblica ipotecata dalla crescita delle prestazioni assistenziali.
La componente istituzionale della governance delle Pal deve essere completata con il coinvolgimento degli attori privati accreditati, delle imprese e delle parti sociali, nella programmazione e progettazione degli interventi per renderli più sensibili e coerenti rispetto ai fabbisogni della domanda di lavoro e delle persone.
L’offerta formativa nelle transizioni lavorative deve essere finalizzata ad accorciare i tempi della ricerca di nuove opportunità d’impiego aggiornando per tale scopo le competenze dei lavoratori con modalità personalizzate e valorizzando per lo scopo gli ambienti lavorativi. L’introduzione del fascicolo del lavoratore può facilitare la condivisione delle informazioni, l’accesso alle misure e un aumento della produttività dei servizi di orientamento pubblici e privati.
In quest’ottica il consolidamento dei risultati ottenuti con il programma GOL rappresenta il minimo sindacale per mobilitare in modo più efficiente le risorse disponibili e per impostare una riforma strutturale della governance e delle misure delle politiche attive del lavoro.
Natale Forlani
Pubblicato su www.ilsussidiario.net