La Casa Bianca propone un massiccio incremento della spesa militare, centrato su nuove navi da guerra, difesa antimissile e produzione industriale nazionale, a scapito dei programmi civili e sociali. Il piano rafforza la visione di Trump di un’America militarmente dominante, ma rischia di drenare risorse da settori interni chiave e di provocare una forte espansione del debito federale.
Circa 1.100 miliardi sarebbero destinati alla spesa discrezionale del Pentagono. Altri 350 miliardi andrebbero all’industria bellica tramite procedura di “conciliazione di bilancio”, che permette approvazioni rapide al Senato. Previsti aumenti salariali per le truppe e 65,8 miliardi per la costruzione navale, compresa la nuova “Flotta d’oro” e le corazzate di classe Trump, a partire dalla USS Defiant.
I progetti principali riguarderebbero il finanziamento del sistema antimissile Golden Dome (185 miliardi di dollari), con sensori e intercettori terrestri, marittimi e spaziali e l’espansione massiccia della cantieristica militare per recuperare il ritardo rispetto alla Cina.
L’incremento rappresenta un +42% rispetto al bilancio dell’anno fiscale precedente. Si aggiunge a una richiesta separata di 200 miliardi di dollari per la guerra in Iran. Il piano rafforza l’obiettivo di produrre armamenti negli USA e consolidare il vantaggio strategico globale. Il Congressional Budget Office stima che il solo componente spaziale del Golden Dome potrebbe costare oltre 540 miliardi in 20 anni, sollevando dubbi sulla sostenibilità finanziaria del progetto.
L’aumento per la difesa sarà compensato da riduzioni del 10% della spesa non militare (circa 73 miliardi di dollari), con l’eliminazione di programmi ritenuti “politicamente corretti”, legati a clima, edilizia e istruzione. Trump ha dichiarato che servizi sociali come Medicare e asili nido dovrebbero essere gestiti dai singoli stati, concentrando le risorse federali sulla protezione militare.